Lettera aperta ai candidati

Questo è uno stralcio della mail che ho mandato ai 2 candidati Pigliaru e Cappellacci per esprimere la ia frustrazione come quella di migliaia di altri sardi:

Gentile Presidente,

Il mio nome è Massimiliano Velardi e le scrivo da elettore, da sardo, da persona che, ancora una volta si sente presa in giro e isolata perché abitante di una, seppur paradisiaca, isola.

Riassumo brevemente i fatti che mi portano a doverle inviare questa “lettera aperta”:

Ancora una volta la compagnia aerea che, in regime di monopolio, serve la tratta Cagliari-Bologna si è permessa di cancellare un volo, a meno di un mese di distanza, sulla tratta in questione per non meglio precisate esigenze operative.

E così, la tanto sbandierata continuità territoriale verso una meta che non sia Roma o Milano, subisce un duro colpo visto che i collegamenti verso una qualsiasi altra città vengono ridotti a due voli a settimana.

Non credo ci sia bisogno di esprimere la mia frustrazione che si aggiunge a quella di migliaia altri Sardi costretti a sottostare alle angherie di una compagnia che si può permettere di fare il bello ed il cattivo tempo solamente perché in regime di monopolio.

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Dublin

Sono felice, sì; non sapete neanche quanto. Finalmente a fine mese tornerò nella mia seconda patria e stavolta con una persona speciale.

Si torna a Dublino; ad anni di distanza, con una rinnovata voglia di fare, vedere, ricordare, ripercorrere pensieri e sensazioni. Finalmente potrò prendere per mano la fidanzata e farle vedere i miei luoghi della memoria, farle sentire le mie sensazioni, emozioni; farle capire davvero perché questa città sia così importante per me.

Quella che una volta è stata casa sarà una riscoperta; perché questa città è sempre in grado di riservarti sorprese, angoli e scorci nuovi e bellissimi, di dare piccole emozioni anche a quelli che, come me, la conoscono bene.

E ci siederemo insieme in St. Stephen Green sotto la statua di Joyce; o davanti ad una pinta di meravigliosa Guinness in Temple Bar; visiteremo il Post Office per rendere omaggio ai martiri dell’Eastern rebellion; la porterò nel quartiere “italiano” per farle assaporare un filo di aria di casa; torneremo insieme al Trinity; magari davanti al piccolo teatro in legno. 

Nonostante tutto sarà un’esperienza nuova: perché stavolta non sarò solo e potrò condividere con una persona importante tutte le mie emozioni e per un secondo, piccolo, motivo. Poco prima del nostro arrivo, Dublino si colorerà delle luci di Natale, così da diventare ancora più magica e speciale. 

E ancora una volta il ricordo volerà a quell’inverno solitario, che fu però allietato da questi piccoli magici momenti. Perché Dublino è questo, una città magica, che mi accolse allora e lo farà ancora; abbracciandomi un’altra volta col calore che solo il popolo d’Irlanda può dare.

Sono emozionato come un bimbo; Dublino aspettami; here we come!

 

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Six

Il 10 Agosto, una giornata particolare per me, come ogni anno: tanti ricordi, qualche certezza in più. Un tuffo nel passato con un occhio fisso al presente e qualche speranza per il futuro.

E intanto mi godo questi sei anni di blog, un traguardo che non avrei mai pensato di raggiungere qiando ho iniziato a scrivere.
Sei anni della mia vita, incisi qui, tra malumori, amori, lavoro, delusioni, idee e certezze.

Sei anni fa iniziavo, proprio in un 10 Agosto pregno, qualche stella cadente, tanti amici e il mio mare. Tante cose son cambiate da allora: amici, amori, case, auto, colleghi, situazioni.

Ho viaggiato molto: la mia Milano per riabbracciare vecchi amici, le Marche dove ho lasciato il cuore, la Calabria, Roma, Brescia, il FVG, la Toscana, la Romagna, le cinque terre. Amori, amici, speranze, illusioni, disillusioni.

C’è sempre stato qualcosa da fare, qualcuno da incontrare, abbracciare, consolare, consigliare, o anche solo rivedere; tra una pizza e un sorriso, 2 birre e un picnic.

Se dovessi fare un bilancio di questi sei anni direi che sarebbe positivo: una nuova casa, finalmente mia; un mutuo, una macchina nuova, decine di migliaia (quasi un centinaio) spesi per ristrutturare, arredare e rendere più confortevole questa casa. Un nuovo amore, una ragazza speciale, semplice e meravigliosa; un amore che spero duri ancora e ancora, per tanti e tanti anni a venire.
Pochi amici ma buoni, su cui so che potrò sempre contare: da un passaggio ad un letto, da un sorriso ad un consiglio.

Ma, cosa più importante, so che questo bilancio è positivo per una semplice ragione: perché ci ho sempre provato, non mi sono mai e poi mai tirato indietro; e direi che questa è, forse la soddisfazione più grande.

Se mai passerete di qui oggi e leggerete queste poche righe, bevete un bicchiere di vino alla mia salute.

From Dyo’s BlackBerry.

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PD (is not a political party)

La mia famiglia è sempre stata di sinistra. E per sinistra non intendo DS! Mio padre è sempre stato un militante di Democrazia Proletaria; Mario Capanna girava per casa quando io avevo 6 anni, per tutti in famiglia era zio Mario. Io ho fatto tutta la trafila sei partiti di sinistra, almeno da quando ho avuto un minimo di raziocinio politico. Non ho mai votato PCI, ero troppo giovane, ma ho vissuto gli anni del PDS, poi DS, Margherite, Ulivi, flora e fauna. Son sempre stato preso per culo da chiunque negli anni: rifondaroli, destrorsi, grillini.

Ho sempre creduto in ciò che facevo, il mio era un voto responsabile, credevo nel mio partito e prima di tutto nelle persone che mi rappresentavano. Credevo in un partito democratico, di sinistra, riformista e europeista. Per anni le persone e le idee cambiavano, le correnti si moltiplicavano; ma mi rispecchiavo sempre nelle idee di questa parte politica. Per anni ho votato sperando, convinto che una volta al governo avremmo potuto cambiare l”italia, renderla uno stato a misura di cittadino; rimodernare lo stato sociale; far sì che non ci saremmo più dovuti vergognare. Anche quest’anno ho votato con coscienza, sia alle primarie che alle politiche, credendo che le persone che avevo scelto per rappresentarmi potessero dare voce alle mie idee (e chiaramente a quelle di molti altri).

All’indomani del 25 Febbraio ero moderatamente contento; per quanto possa esserlo un elettore con questa porcata di legge elettorale. Avevamo una maggioranza alla Camera, eravamo moderatamente ottimisti di trovare una qualche alleanza per formare un governo e prendere la fiducia anche al Senato. Si sono eletti i due presidenti delle camere, due persone di grande levatura sociale; sembrava che un po’ tutti, io compreso, fossero soddisfatti. Poi è iniziato quello che chiamo lo sfarinamento del PD. Scelte incomprensibili, candidati sbagliati, frizioni interne, correnti e correntine. La tragedia si è compiuta con la pantomima dell’elezione del Presidente della Repubblica: Marini, uno che con gli ideali di sinistra non ha mai neanche lontanamente avuto a che fare; un nome che ha disintegrato il partito. E Bersani, la Bindi, la Finocchiaro si sono arroccati sulle loro posizioni senza ascoltare il grido che veniva dai loro elettori. Poi Prodi che rispettosamente parlando non mi sarebbe dispiaciuto, ma il partito ormai era allo sbando. Incomprensibile la scelta della carica dei 101 di non votare un uomo di sinistra come Rodotà e di andare a mendicare una ricandidatura ad un uomo che era visibilmente stufo della politica.

Bisogna chiaramente lodare il senso dello Stato dimostrato dal Presidente Napolitano ma la questione è un’altra. Ormai il PD è politicamente MORTO, molti come me, che veramente avevano creduto in queste persone sono amareggiati, delusi e non sanno cosa aspettarsi dal futuro.

Ed il mio pensiero corre alla Serracchiani che, nonostante tutto questo sfacelo, nel momento in cui scrivo ha avuto la forza di resistere e vincere le elezioni in FVG. E allora forse penso che qualche speranza potrei ancora averla, perchè ci sono ancora giovani come la Serracchiani, Civati e pochi altri che ascoltano ancora il loro circolo, prendono spunti da tutto, sono aperti al futuro senza tralasciare le idee di base.

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To U

A te che mi sei vicina nonostante la lontananza,

A te; giorno per giorno,

A te che con l’allegria mi aiuti ad andare avanti,

A te che ogni giorno riscopro,

A te che con gli abbracci mi riscaldi il cuore,

A te che mi accompagni nel sonno,

A te porto sicuro nelle giornate di tempesta,

A te occhi, labbra e cuore…

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music and sea

Mi ricordo, quella notte alla casa sulla spiaggia: io seduto sul davanzale della finestra, la chitarra tra le mani, una sigaretta lasciata a spegnersi nel posacenere che faceva strani giochi di fumo. E all’impovviso la vidi, lì, solo sulla spiaggia, seduta, le braccia che stringevano le ginocchia piegate. Scesi in spiaggia, piano, senza far rumore, la chitarra ancora tra le mani. Mi sedetti accanto a lei, senza dirle una parola. Lei mi guardò coi suoi occhi azzurri in cui perdersi, io le sorrisi e iniziai a suonare, solo per lei, solo per i suoi occhi. Le si asciugò le lacrime e si appoggiò al mio braccio. Rimanemmo così per ore, non una parola; solo lei, io, la musica e il rumore del mare.

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