Monthly Archives: settembre 2008

Bees

Dubbi su un futuro “sostenibile” e relativamente rassicurante attanagliano la mente delle giovani api operaie.. Giovani ma già ben avviate ad un futuro radioso e tranquillo; tanto da accomodarsi nel proprio fuco e sentirsi cullate come in un letto di bambagia.. Ed invece la mano dell’uomo riesce sempre a strappare quel grande alveare; costruito giorno per giorno con fatica e impegno.. E così la piccola ape operaia sente il tremore del suo pungiglione e non riesce a capacitarsi del motivo: paura di quel che sarà o “semplicemente” fasciarsi la testa prima di essersela rotta.. Ed intanto l’incubo continua…

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Che triste è il mondo…

Riporto qui la mail/post che una ragazza ha mandato al Carrefour e invito tutti a boicottare questo tipo di market ed eventi:


Email che fanno male.

Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago

Mi chiamo Barbara  e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco   Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

Firma.


Potete trovare l’articolo originale qui

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Alla faccia del MinCulPop

il ministero degli interni, alla cittadinanza :
in questi ultimi tempi i numerosi epidosi di trasgressione delle fondamentali norme della convivenza civile si sono verificati dovunque con allarmante frequenza… tanto da far apparire ormai la trasgressione norma e l’oridne stravagante trasgressione. Tutto questo, secondo il ministero è certamente fomentato e provocato da una piccola minoranza che COVA da qualche parte, perciò questo ministero decide di colpire alla radice, chiudere i luoghi in cui si diffondono idee contrarie all’interesso pubblico, in cui si praticano forma di ESISTENZA illecità e lesiva della pubblica morale e produttività, in cui si creano le condizioni per un assenteismo che sottrae energie preziose all’economia.
Dato però la ben nota difficoltà, di definire con esattezza le caratteristiche di un covo e la strordinaria capacità dei criminali di fare stessi da persone un MALE, questo ministero propone le seguenti caratteristiche:

è da ritenersi covo un luogo in cui:
uno: siano rintracciati letti sfatti, oltre le dieci del mattino.
due: si trovino libri del dadaismo tedesco.
tre: siano gettate per terra lattine di birra vuote, cartine e tabacco.
quattro: non si sia pagata la bolletta del gas del mese di giugno (!!!).
cinque: sia sorpreso qualcuno a dormire, o ad ascoltare i rolling stones in orario lavorativo.

Per il momento ci limitiamo a questo, ma speriamo che tutti i cittadini vogliano collaborare e scoprire i luoghi in cui si COVA… intanto ricordiamo che il reato di cospirazione contro lo stato, si compie in ogni luogo in cui si rompe l’ordine: del lavoro, della famiglia , della televisione, della parola… coospirare vuol dire RESPIRARE INSIEME


Questo scriveva Cossiga (al tempo ministro degli interni), durante gli anni di piombo.. Quindi casa mia è stata un covo centinaia di volte e io non lo sapevo????

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