Monthly Archives: settembre 2009

My Dad

Mio padre, lui sì che era un uomo… Molto all’antica, questo sì, ma un gran lavoratore, un buon marito e un padre affettuoso. Riusciva a stare otto ore in fabbrica, alla catena di montaggio della Giulietta Spider dell’Alfa ad Arese, tornare a casa dopo un viaggio stressante ed avere ancora il sorriso in faccia. Quando lo vedevo mi s’illuminavano gli occhi, gli correvo incontro e gli saltavo in braccio. Solo ora mi accorgo di quanti sacrifici abbia fatto per noi. Non dev’essere stato facile far andare avanti una famiglia di cinque persone con uno stipendio così basso. Ha cresciuto me e le mie due sorelle senza farci mancare mai un regalo a Natale o la pizza il sabato. Certo, i problemi c’erano, ma noi non ce ne siamo mai accorti, almeno sino all’età della maturità. E’ riuscito a passare indenne l’epoca delle contestazioni, senza farsi trascinare. E a quelli che gli davano del crumiro rispondeva: “Ho tre figli”. Sempre così è stato, tirando avanti per la sua strada, un uomo tutto d’un pezzo, avrebbe detto qualcuno. E io lo ammiravo, lo amavo, era come un re per me. Ancora ricordo quando la domenica mattina ci alzavamo di buon’ora, solo io e lui, caricavamo le biciclette sull’auto e andavamo al parco. Il tragitto era breve ma mi sembrava durasse un’eternità, tanta era la gioia di averlo affianco per una mattinata intera. Prendevamo le nostre bici ed eravamo pronti per la nostra razione di risate e divertimento. Un giorno, mentre giocavo in braccio a lui, lo guardai e scorsi una lacrima che calava dal suo volto, forse già sapeva. Io in quel periodo ero molto piccolo e non capivo un granché di quello che mi succedeva intorno. Avevo più o meno sette anni e solo dopo, in una  sua lettera, trovai molte spiegazioni e molti suoi rimpianti. Mi scrisse che avrebbe voluto conoscermi meglio, insegnare a radermi, a guidare, regalarmi la prima macchina, essere presente il giorno in cui mi sarei laureato e il giorno in cui avrei portato all’altare la mia sposa. Era il luglio del 1982, l’Italia vinceva i campionati mondiali ed io perdevo mio padre.

4 Comments

Filed under home, Tales, Thoughts