Monthly Archives: ottobre 2010

Music is my life

Ieri ripensavo alla musica che mi ha accompagnato negli anni dell’adolescenza. Gli anni 90 sono stati per me gli anni della crescita: le superiori, i primi amici veri, i primi amori, le delusioni; i primi concerti… E la musica come sempre mi è stata compagna fedele; imprescindibile…

In quegli anni i miei gusti hanno viaggiato su due binari paralleli.. C’è stata la scoperta del metal; tutto il metal: dai gruppi storici come Judas Priest, Motorhead, Deep Purple Black Sabbath; ai “nuovi” gruppi come Metallica, Entombed, GNR, Poison, Skid Row eccetera. Il secondo binario è stato rivolto alla musica italiana di un certo spessore: Il CPI (consorzio produttori Indipendenti) è stato in quegli anni fonte inesauribile di scoperte musicali: dagli stessi CCCP/CSI ai Disciplinatha, dagli AFA agli Ustmamò; dai Estasia ai Santo Niente; dai Divine al Grande Omi…

Ogni volte che il Maciste arrivava a casa era una meraviglia scoprire quanta buona musica si potesse fare in Italia , e quanto veramente venisse conosciuto poi dal grande pubblico! Le mie letture musicali; a parte le varie fanzine; erano quasi unicamente incentrate sul Maciste, su Metal Hammer e sul Nannucci; storico catalogo di vendita per corrispondenza di musica.

E poi i concerti; la scoperta di quanto potesse essere bello poter in qualche modo dialogare con i propri “idoli”; la potenza della musica live; la bellezza di poter cantare all’unisono le canzoni con migliaia di persone. I CSI, i Litfiba, Vasco, i Timoria, Ani di Franco a Firenze, i Modena City Ramblers, Dylan, i Guns ‘n’ Roses a Modena.

Quel concerto è stato uno dei più belli ai quali abbia mai assistito. Avevo 17 anni, la scuola era appena finita; il biglietto era stato comprato mesi e mesi prima. Il viaggio fu quasi un’odissea. Partenza il giorno prima alla volta di Milano; casa di papà. Il giorno del concerto in treno sino a Modena, il fiume di gente che dalla stazione andava verso lo stadio; il caldo, i posti lontani, i gruppi spalla, Bryan May e finalmente l’inizio dell’idillio. I riff di Slash, il basso a mille di Duff, gli acuti di Axl. Quattro ore di concerto con Axl primadonna (durante civil war si cambiò 4 volte) e pezzi storici come Patience, One in a Million o I used to love her. Poi la paura di non riuscire a prendere l’ultimo treno; la corsa su un’Harley del mio vicino di posto; l’adrenalina ancora a mille delle canzoni urlate in treno nel viaggio di ritorno.

Cose che non dimenticherò facilmente come l’unico concerto sardo degli Estasia o quello delle Bumblebees; quattro ragazze irlandesi ubriache sfatte tra mirto e violini; Ichnusa e arpe. Altro bellissimo ricorda è la trasferta perugina con Claudio per vedere Vasco. Una notte a Firenze dalla sorella, le labbra di Francesca durante Alba Chiara, la pioggia estiva. E il concerto di Capodanno a Pescara, in piazza Salotto; con Carmen, Irene grandi e la Bandabardò; abbracciato a Daniela per non sentire i 4 gradi sotto lo zero.

E’ inutile, la musica riporterà alla mia mente sempre ricordi meravigliosi; quindi non posso che ringraziare tutti gli artisti che in questi anni mi hanno accompagnato con la loro voce. La musica è emozione; le emozioni ti rendono vivo!

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Sick of it…

Oggi non sto bene.. E sono stufo

Pensare troppo non fa bene…

Quasi brucio dentro ma so che questo in fondo mi porterà ad andare avanti…

Perchè sotto sotto mi piace il modo in cui mi colpisce…



Just gonna stand there
And watch me burn
But that’s alright
Because I like
The way it hurts


[…]


I can’t tell you what it really is
I can only tell you what it feels like
And right now there’s a steel knife
In my windpipe
I can’t breathe
But I still fight
While I can fight
As long as the wrong feels right


[…]


Cause You ever love somebody so much
You can barely breathe



Listening – Love The Way You Lie – Eminem feat Rihanna

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Christian

17 anni sono passati da quella tremenda notte ed è ancora vivo in me il ricordo delle ore concitate dopo la notizia… Le nostre ultime parole sono state: “Ci vediamo domani”… Quel domani non è mai arrivato!

Quante ne abbiamo passate insieme, io e te, sempre.. Via Garibaldi, il K2, le corse in vespa per arrivare dalle ragazze, la squadra di basket, il divano di casa tua, tu al Poetto, in piena estate con anfibi e chiodo…



Ti ricordi quell’estate
in moto anche se pioveva
tentavamo un po’ con tutte
cosa non si raccontava

ci divertivamo anche
con delle cose senza senso
questo piccolo quartiere
ci sembrava quasi immenso

io che avevo i fatti miei
ti ricordi quella
con quegli occhi grandi bianchi
mi dicevi è troppa bella

Ti ho rivisto stamattina
sul giornale la tua foto
steso su quella panchina
non sembravi neanche tu
forse te la sei cercata
forse non sei stato forte
non m’importa ma non so
se eri pronto per la morte

io che ho sempre i fatti miei
con un’altra donna
con degli occhi grandi
che anche tu
mi diresti è troppo bella

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Experiencing…

Oggi voglio sperimentare qualcosa di nuovo… Partendo da uno stralcio di uno scritto presistente voglio creare un post seguendo la stessa falsariga..


Comincio con un testo di Thomas Stearns Eliot, padre del modernismo insieme a Joyce e Pound. Ecco il testo:


“Tirasti giù la coperta del letto, giacesti sul dorso, in attesa; sonnecchiasti osservando la notte che svela le mille immagini sordide di cui era composta la tua anima”

Accorgendoti di questo, dissi a te stesso che la tua vita era stata u  fallimento, che la tua esistenza era stata nient altro che tristezza e svilimento.

Lievemente infastidito, calciasti via le coperte, appoggiasti prima il piede sinistro sul pavimento; quasi a voler reiterare una scaramanzia nella quale non credevi; il piede destro seguì quasi senza voglia.

Provasti ad erigere il tuo peso, quello fisico ma in maggiorparte quello dell’anima; senza un qualche equilibro tra i due.

Vacillasti, il tuo corpo quasi non volle sostenere la pesantezza di tutti i rimorsi che ti portavi dentro. Fu inutile, ricadesti sul letto; come a non voler mostrare al mondo quello che eri diventato.

Ed in una sorta di giorno della marmotta; questa fu la tua vita per tanti e tanti giorni a venire…

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Thoughts

Silenzio calmo; tranquillità… E i pensieri che ti rimbalzano addosso…

E fanno male…

Cambiare stile falciando teste
Cambiare amore, cambiare veste
Tradire tutti per non star solo
Qualsiasi cosa se piacerà
Ti piacerà


Listening – E’ solo febbre – Afterhours

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our new path

Vieni qui, stringiti forte a me e asciuga quelle lacrime… Lo so che non è per nulla facile dopo tutto quello che hai passato; ma torneremo a vivere, io e te, insieme… Tu sai che io sarò qui per te, sempre; qualsiasi cosa tu voglia dirmi o fare… Anche se, senza parlare, avrai bisogno di piangere, appoggiata al mio petto… E io allora piangerò con te fino a che quel pianto ci darà la forza di staccarci e andare oltre… Oltre le persone che ci hanno fatto male, che ci hanno tradito, oltre questi luoghi carichi di pessimi ricordi, oltre quelle lacrime che velano i nostri sguardi; oltre tutto e tutti… E salperemo, verso nuovi corsi, verso nuovi amori, non più gelidi ed interessati, verso nuovi lidi dove tutto sarà nuovo, più facile, diverso… E porterò la tua anima leggera nelle profondità del mio cuore; i tuoi occhi per me saranno specchio per guidare le nostre vele; in te vedrò la novità di una persona sincera; che mi amerà per quello che sono; senza altri interessi o secondi fini.. E nel nostro viaggio ti prenderò per mano; la mia stretta sarà forte; la mia mano ti proteggerà dagli sguardi, dalla malizia, dall’invidia e dalla gelosia che man mano incontreremo nel nostro cammino… Sai, forse meglio di me, che non sarà facile; le tue esperienze ti fanno essere cauta, ma voglio che tu ti fidi di me.. Questo percorso lo tracceremo insieme, avanti, sempre; senza voltarsi indietro se non per gioire di quanto avremo già fatto… Porteremo poche cose con noi: ricordi felici, una foto, un libro; cose che hanno significato tanto nelle nostre esperienze passate… Il resto gettiamolo via… Voglio costruire insieme questa nuova vita, far germogliare nuovi fiori, vivere esperienze, costruire ricordi, intrecciare speranze e sogni… Fammi entrare nel tuo mondo di sofferenza cosicchè possa distruggerlo e ricostruirlo dall’interno, dalle fondamenta; nuovo, migliore! Guida la mia mano nel disegnare questo mondo, popolalo, vivilo, con me! Facciamoci architetti l’uno dell’altra, segnamo il sentiero che andiamo ad intraprendere, insieme, come un’unico mare, blu… Come i tuoi occhi…

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