Monthly Archives: febbraio 2011

My personal balance

Lo devo ammettere, sembra sia un buon periodo. Nonostante la pesantezza dei turni lavorativi, la stanchezza atavica che mi porto dietro, il fatto che non esca più tanto, sono tranquillo! Credo di essere finalmente riuscito a trovare una sorta di equilibrio. Sto imparando ad essere più cinico, a farmi scivolare certe cose addosso, riesco a godermi i momenti di svago, penso meno. A volte spegnere il cervello serve, chi l’avrebbe mai detto? E quando spegni il cervello, riesci a lanciarti maggiormente nelle cose. Sto conoscendo persone interessanti, approfondendo questioni che ho lasciato in sospeso per troppo tempo, riscoprendo il “sapore” di certe cose. Ogni tanto fa bene sentirsi in questo stato di grazia, ti fa godere maggiormente le piccole cose della vita, che in altri momenti, preso dalla frenesia, neanche vedresti.


PS: Domani Murphy mi punirà per questo!


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cards on the table

A volte mi chiedo perché perda tempo a rincorrere le persone… Io che se tengo ad un rapporto, faccio di tutto perché questo cresca e migliori… Però quando dall’altra parte non vedi un minimo di entusiasmo, di voglia almeno di provarci; un po’ ti demoralizzi e ti chiedi se sia veramente giusto essere pagato con questa moneta quando in realtà basterebbe essere chiari sin dall’inizio senza creare false speranze… E’ comprensibile che magari negando un sentimento da subito si abbia paura di far star male l’altra persona, o che magari si possano temere rimpianti e rimorsi; ma è sicuro che alla lunga si vive meglio entrambi; anche perché più va avanti questa specie di rapporto “fasullo” più le persone ci staranno male quando si deciderà di mettere le carte in tavola…

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The song I wrote

Oggi ho imbracciato la chitarra e ho scritto una canzone… Perchè a volte; quando nulla sembra aiutarti, la musica è magica… E allora ho scritto; scritto di questa amarezza, del tempo passato a pensare, ad immaginare; del tempo e dello spazio che ci ha sempre separato… E sì, questa canzone parla anche di te… Perchè non è facile accettare una decisione; presa unilateralmente e magari senza una spiegazione che possa lenire la mancanza… E l’amarezza sale; mentre suono e scrivo sembra che sia lei ad arpeggiare sulla chitarra; sembra che mi guidi nella scelta degli accordi; che assecondi le mie dita nella scelta degli assoli o dei bridge… Stanotte l’amarezza suona per te…

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