Monthly Archives: giugno 2011

Memories

Oggi lavoro di notte… Esco un attimo dall’ufficio, il campus è spento e silenzioso… Mi siedo su un blocco di granito che da sul prato… Un leggero vento scuote le palme; mi accendo una sigaretta e mi godo la tranquillità. Le luci della città lontane, solo le stelle e i gabbiani sopra di me. La laguna riflette le luci dell’areoporto, dall’altra parte il mare… L’odore mi inebria, mi sdraio e guardo il cielo scuro… Questa notte sembra quasi magica, mi riporta ricordi lontani; di quando questi orari si facevano con gli amici o le ragazze; non per lavoro.

E mi vengono in mente le notti passate al campeggio, sotto le stelle, abbracciato a lei, senza parlare; solo farsi cullare dal rumore delle onde. Oppure le sere in paese, passate in spiaggia; a ridere, bere e chiacchierare con mio cugino sino all’alba. O ancora quella volta con lei, a far l’amore dopo la sera passata in giro per la città; tra un ristorante ed un cinema… E addormentarsi stretti, sentire il suo profumo, il suo corpo sotto le mie dita…

E tutti questi ricordi lasciano un squarcio forte in me. Perchè so che queste cose non potranno mai tornare… E allora la nostalgia mi avvolge; butto la sigaretta, guardo per l’ultima volta le stelle, mi alzo un po’ controvoglia; sfoggiando un sorriso un po’ falso per non far capire al collega quanto possa essere successo… E torno dentro per ricominciare a vivere; per andare avanti; conscio che, ogni tanto; questi ricordi, nonostante tutto; aiutano…

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Ego

Spesso si dice che più si è legati e più si litiga… Ma alla fine una battaglia è solo uno scontro di ego… Le persone non possono imparare a capirsi reciprocamente mettendo a nudo i propri sentimenti… Probabilmente è impossibile vivere senza ferire nessuno… Ma al momento sono deciso a fare del mio meglio per evitarlo… Non so perchè, ma sento che è giusto così… D’altronde io la cosa giusta non l’ho mai saputa fare…

 

 

- Nana –

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Go ahead

Andare avanti, sempre… Questa ormai è diventata la mia filosofia…

Fermarsi giusto il tempo di capire le esperienze appena passate, assumerne il significato e ripartire… Questa è l’unica via possibile, per tutti! Fare in modo che le esperienze positive quanto quelle negative ci arricchiscano, ci portino a non commettere gli stessi errori, a non ripercorrere gli stessi passi. E allora vado avanti, più consapevole, più sicuro di me, certo che il futuro mi aprirà nuove porte, nuove strade ma anche nuovi bivii nei quali, forte dei miei anni e della mia saggezza, saprò scegliere il percorso giusto da imboccare.

Questa è la ricetta per non soffrire più: chiudere col passato, andare avanti, abbracciare le persone veramente importanti, prenderle per mano e farsi aiutare a scegliere un percorso, forse comune. Rimboccarsi le maniche, premere sull’accelleratore e allontanarsi il più possibile da certe cose, non voltarsi mai; finchè il ricordo sarà sfocato e la ita potrà continuare senza intoppi…

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words/swords

Affina le parole, perchè solo quelle ti porteranno alle vette più alte, ed ancora. E da lì da cui potrai guardare giù in basso, in fondo.

Avrai il mondo ai tuoi piedi, finchè dalle tue labbra sgorgherà il tuo monologo.

Fai della parola la tua spada, brandiscila, a due mani; lascia che la tua lingua scorra veloce, come un corpo traffito sfila sulla lama.

Affila la tua lingua, falla battere sui denti, schioccala come una frusta.

Fa del tuo eloquio l’oppio per il tuo pubblico.

Sii affabulatore; orna, crea, gioca, costruisci…

 

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My irish summer

C’era un tempo in cui ero felice, nonostante tutto… La mia isola di smeraldo mi abbracciava e cullava, era una vita serena. Prendevo il treno la domenica, di buon’ora; solo per poter vedere il mare… Contavo i passi, lee orme che lasciavo sulla spiaggia intonsa. Eravamo solo io ed il vento… Quel vento che arrivava da Ovest, che mi sferzava il viso; ed io mi sentivo vivo, ancora una volta…

E c’era lei, coi suoi capelli rossi, le sue efelidi e la sua carnagione chiara… Mi perdevo nel blu intenso dei suoi occhi, calmi, profondi… Ogni suo abbraccio era per me una conquista; pura come il sole, mi accarezzava la pelle ed io mi lasciavo trasportare nel suono delle sue parole…

Ma come tutte le favole, avrebbe dovuto finire prima o poi…

Un addio, una carezza, una singola lacrima… La vita deve continuare, ma ogni estate il pensiero corre a Dublin, alla Liffey, al piccolo appartamento in Westland Row, proprio alle spalle del Trinity.

E una piccola lacrima scende ancora, a rigare il viso, a memoria di quell’estate così lunga ed intensa…

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never again

I knew there were something. I didn’t listen to that little voice in my head saying “don’t do it”.. .

I’m stubborn, i knew that eventually i would have paid for it…

 

And this is it, time has arrived. I’m paying the consequences to have opened a little door in that wall… Never ever again!

From Dyo’s BlackBerry

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