Monthly Archives: luglio 2011

no mistakes

La casa ridiventa silenziosa, sparisce anche il rumore di fondo; e con questo anche qualche speranza e troppi problemi… Rimane solo un odore di mare e vino bianco, passato quello sarà tutto più difficile… Questi ultimi pochi giorni passati con una persona speciale mi hanno fatto rivalutare diverse situazioni, rivedere priorità, aprire gli occhi su tante cose. Ora ho più consapevolezza e, anche se le cose non sono andate come veramente sperassi, sono sicuro che la prossima volta non potrò sbagliare… La strada è già stata percorsa, un pezzetto di muro già abbattuto.

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Sardinia

Questa è la visione immaginifica che un’amica ha della mia terra. Io la trovo meravigliosa!

Nonostante non abbia mai visitato questi luoghi, ha colto in pieno le sfaccettature di questa terra così bella ma così aspra.



Immagino da sempre una terra lontana, tipo l’Olimpo quando studiavo al liceo, di quelle cose che non hai mai visto, magari non vedrai mai (parliam sempre dell’Olimpo del resto); eppure senti in cuor tuo che esistono e portano miracoli, immagino una terra circondata da un mare di un azzurro tipo fiaba e l’entroterra arso, difficile e doloroso. Immagino la gente del posto così diversa a spostarsi dal cuore fino al mare: immagino rabbia e voglia d’andare di riconoscersi e poi fregarsene. Immagino silenzi e amore profondo di quell’amore in grado di provar solo chi ha una terra in mezzo al mare..

 

 

Grazie di questo meraviglioso regalo!

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Your memories

Come sempre, quando qualcosa finisce in questo modo, ci sono dei passi da compiere, quasi una sorta di rito… La nostra ultima conversazione mi ha fatto male, dodici ore prima avevi altro in mente; ed invece il veleno è entrato in circolo e, quasi senza accorgertene l’hai inoculato in me…

Passi, dicevo; un rito: tentare di dimenticarti… E allora ho cancellato le foto, preso in mano i telefoni, ci ho giocherellato un po’, poi ho cancellato i tuoi numeri… Ho gettato tutto quello che avevi lasciato da me: trucchi, creme, il tuo spazzolino, la tua felpa bianca… Sul tuo pigiama ho tentennato; l’ho stretto al petto una volta ancora, poi l’ho gettato, senza voltarmi indietro…

E’ un rito doloroso, tanto, forse troppo; ma andava fatto…. Ho risistemato il bagno, rimesso a posto la camera dove dormivamo; insieme… Non sarà facile dimenticarti, questa casa trasuda ancora troppi ricordi, questa città, anche se non l’hai mai amata, ti ha accolto e coccolato; come me…

Sono tanti i luoghi che ancora mi ricordano te; spero che il sentimento svanisca in fretta e senza troppo dolore; come dice Ani di Franco; a volte vorrei essere un pesce rosso per non avere memoria e ricordi… Sparirai dalla mente, sarà solo il tempo a dire quando…



they say goldfish have no memory
i guess their lives are much like mine
and the little plastic castle
is a surprise every time
and it’s hard to say if they’re happy
but they don’t seem much to mind

Listening to – Little plastic castle – Ani di Franco

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your biggest mistake

You got a chance but you failed. And it is time to say goodbye now.
Once again I will move forward and my heart will crash again and loose another piece.
Thanks, you taught me a precious lesson: don’t trust anyone; don’t make any sacrifice; just fear anybody!

Tomorrow I will be far away from you; don’t even think to call or text me again; it should be a mean move. I just need to forget; just forget everything about you and your life. I will erase all the traces: pictures, stuff, memories, even your scent…

This is the last step, just a little message to let you know that now you mean nothing to me and enter in your life was a huge mistake; maybe the biggest I ever made in my life.

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What does it mean?

Io sono l’uomo nero, io ti ho sempre trattato male, io ti ho illuso, ti ho distrutto, ti ho fatto diventare la mia porta girevole. Certo, però tu che mi dici che vorresti venire qui, che vorresti passare un po’ di tempo con me, che mi dici che mi vuoi bene come me lo dicevi al tempo; che non proverai mai niente per lui, che i sentimenti che hai provato per me non ci saranno per lui, che a lui non devi niente perchè non è il tuo ragazzo, che non è una scelta tra me e lui…

Ma sì, hai ragione, sono io l’uomo nero, quello pericoloso, quello che le donne le tratta come fazzoletti, quello che se ci riproviamo ti farà soffrire ancora una volta.

E allora uno come me è meglio perderlo che trovarlo, perchè sono una delusione.

E allora spiegami, se veramente è questo quello che provi per me, che cazzo di senso ha litigare con lui a causa mia e poi telefonarmi in lacrime…

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thinkin’

Seduto qui, nella mia stanza; il letto disfatto, un posacenere pieno, la luce fioca del pc acceso… Un altro giorno è andato, lento, inutile, svogliato. Quando sei solo inizi a pensare e sai che pensare fa male in certi stati. L’estate sta iniziando, qui è sempre una stagione magnifica: un’atmosfera magica la sera; la spiaggia, il mare, i chioschi, le gente. Se poi c’è luna piena, come oggi, questa diventa una perfetta compagna. E ti immagini a passeggiare in riva al mare, quel mare tanto bello, tanto forte ma anche così crudele. Crudele sì, perché amplifica la distanza su tutto: amici, amori, ricordi, persone. A volte può essere anche un bene: certi ricordi arrivano ad essere frustranti, certi amori addirittura dolorosi. E un’altra volta mi ritroverò su quella riva, davanti a quelle onde potenti a pensare alle persone che ne stanno oltre; sperando che almeno il sibilo del mio pensiero possa produrre un sorriso nei loro visi…

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Filed under life, Thoughts