Monthly Archives: settembre 2011

Cicatrici

Con colpevolissimo ritardo (è uscito a metà Luglio), vi segnalo l’uscita di un ebook molto molto bello: “Cicatrici”!

Raccoglie una serie di racconti su cicatrici del corpo e dell’anima, ricordi, luoghi, persone…

Il Many mi permetterà di citare il suo post che è poi una parte della sua introduzione all’ebook:

Cicatrici, come l’argomento trattato, è un libro nato per caso, per uno sbaglio, una dimenticanza, incidentalmente. Dovevo preparare una tetralogia di racconti per un noto sito internet che raccoglie tetralogie di racconti, e dato che sono stato un ciclista a livelli anche seri, tanto tempo fa, mi son detto: perché non mandare il racconto di quattro delle mille cicatrici che mi trovo addosso? E allora le ho scritte, le descrizioni dei miei sfregi sportivi, e le ho messe sul desktop a marinare, ché magari, pensavo, mi viene in mente qualcos’altro di più interessante.
Son passati dei mesi, e mentre passavano, pian piano, mi sono scordato del perché li avessi scritti, quei quattro racconti. Allora ne ho preso uno e l’ho messo sul blog. Il giorno dopo mi è arrivata una mail con la descrizione di una disavventura simile alla mia. Mi diceva, l’autore, se potevo pubblicarla sul blog. E io l’ho pubblicata.
E da lì, decine di altre mail con altrettante cicatrici sono arrivate a Barabba, finché, così, tanto per cambiare, abbiam deciso di raccoglierle in un ebook, che poi è quello che avete davanti agli occhi e che si chiama, guarda un po’, Cicatrici (non ce ne voglia il buon Gianluca Morozzi).

Sono più di cento, in totale, le descrizioni di sfregi e difetti che trovate nel libro. Alcune sono divertenti, altre sono quasi inventate, altre ancora sono frutto dell’esigenza di una specie di catarsi personale e ci fa piacere, davvero, sapere che a qualcuno è servito scriverne per liberarsi un po’ dai demoni che la notte disturbano il sonno.
Ma ciò che più importa, per noi lettori, è che le cicatrici che state per leggere, se le leggete, se ne avete voglia, sono storie. E ogni storia, a modo suo, una volta sentita, o letta, rimane impressa. Dentro di noi, si cicatrizza.

(dall’introduzione all’ebook Cicatrici, Barabba Edizioni, 2011)

Un susseguirsi di racconti, uno più affascinante dell’altro, ch mi ha fatto scoprire doti nascoste e grandi capacità narrativa in molti degli autori, che considero amici nonostante la distanza geografica. La segnalazione ha comunque anche qualcosa di personale, visto che anche uno dei miei raconti è presente in questa raccolta.

Permettetemi ora di ringraziare alcune persone: il Many (Marco Manicardi) per la semplicità, la grazia, la simpatia e l’ardore che mette in qualsiasi progetto; la Barabba Edizioni e soprattutto Roberta Ragona (di cui mi vanto di essere concittadino!) per la stupenda copertina di questo ebook.

Se volte scaricarlo, cliccate sul meraviglioso disegno di Roberta!

 

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Gravity

C’è sempre qualcosa che mi riporta a te, non ci mette mai molto… Non importa cosa dica o faccia, ti sento vicina dal momento in cui vado via… Mi trattieni senza toccarmi, mi stringi senza catene… Non c’è mai stata cosa che abbia voluto di più che affogare nel tuo amore senza sentire il tuo dolore… Rendimi libero, lascia che io viva, non voglio cadere ancora nella tua gravità… Sono qui, così in alto, come è giusto che sia… Ma tu sei dentro ed intorno a me.. Tu mi ami per la mia fragilità anche se in realtà pensavo di essere forte; mi tocchi per un istante e quella debole forza svanisce… Rendimi libero, lascia che io viva, non voglio cadere ancora nella tua gravità… Sono qui, così in alto, come è giusto che sia… Ma tu sei dentro ed intorno a me… Vivo in ginocchio cercando di farti capire che sei la cosa di cui ho più bisogno al mondo… Non sei amica ne avversaria, non riesco a farti andar via, l’unica cosa di cui son sicuro è che mi tieni per terra… Ma tu sei dentro ed intorno a me… C’è sempre qualcosa che mi riporta a te, non ci mette mai molto…

Liberissima traduzione del testo di:

Gravity – Sara Bareilles

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Grandma

Ieri sarebbe stato il 98esimo compleanno di mia nonna; quella materna, quella preferita; quella che ho tanto amato e che mi voluto bene sino all’ultimo giorno… Nata il 3 Settembre 1913; è mancata più di otto anni fa, un giorno durissimo, nel Luglio del 2003, in un’estate torrida, in un piccolo ospedale di provincia; senza che io ne sapessi nulla… Era il giorno della firma del mio primo contratto, lei era in ospedale già da qualche giorno, sembrava stesse un po’ meglio… Nel primo pomeriggio, appena uscito dal lavoro, volevo condividere con mamma la gioia della mia prima firma; la chiamo; squilla a vuoto… Impossibile, penso… Richiamo, risponde la badante della nonna; le chiedo di mia madre, mi dice che non può rispondere; non collego… Le chiedo notizie sulla salute della mia adorata nonna, una lunghissima pausa di silenzio; poi quelle parole che mi frantumano il cuore: “Non c’è più”… Me le faccio ripetere, voglio essere sicuro di non aver frainteso anche se dentro so già cosa mi aspetta… Un saluto laconico; “preparo la borsa e arrivo” le dico. 70 km di strada, la Campu Omu, curve su curve in montagna, su una strada stretta e tortuosa… Spingo la macchina al limite, non mi frega quello che può succedere… E piango, le lacrime sgorgano senza che io possa farci molto, non riesco nemmeno ad urlare, il dolore è immenso. Arrivo in ospedale, mi ricompongo, mia madre mi corre incontro in lacrime, mi sussura che la nonna mi ha voluto un bene immenso, che ha chiesto di me anche poche ore prima… Non me la fanno vedere, forse per proteggermi… Andiamo a casa, gli altri parenti rimarrano lì in ospedale… Arrivati, ci accasciamo sul divano, le lacrime non sono finite, ci abbracciamo e iniziamo a ricordare episodi della nostra vita insieme a lei, non so perchè, forse per sorridere insieme… Gran donna la mia nonnina: sposata sotto la guerra con un uomo rude, cattivo e meschino; che anche in punto di morte non ha pensato ad altro che a se stesso; eppure lei ha tenuto duro, mandando avanti una famiglia, in una società come quella della provincia sarda… Quasi 63 anni di matrimonio, due figlie lontane… Ed ogni volta che si tornava a casa sua, per le vacanze o una semplice visita; il sorriso e il buonumore ci accoglievano… Ricordo che ridevamo tanto insieme, prendendoci gioco di tutti… Io e lei, un legame speciale; l’unico nipote di cui si fidasse, mi ha sempre detto… Lei, che mi difendeva da tutto e tutti, che aveva sempre una parola per me, che quando mi abbracciava sentivo il bene che mi voleva… Ciao nonna Francesca, so che sei li che mi guardi e sorridi, mentre io parlo di te e ancora piango…

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