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Don't believe in love anymore
Peckinpah in ralenty
11 agosto 2010, Dyoniso @ 16:30

Cavalli rotolano su loro stessi; ponti fatti saltare con la dinamite; cow-boys cadono dai cornicioni… Nella convulsione dell’azione subentra la calma, la tensione si scioglie. I quindici minuti finali del Mucchio Selvaggio sono tutti così. Pike e soci sanno da che parte sta il bene e da che parte è il male, ma si illudono che la loro posizione di fuorilegge li preservi dall’eterno conflitto. Loro devono pensare a concludere affari. Ma la mattina dopo la festa hanno le bocche marce d’alcool, la prostituta che hanno accanto ha un bambino appena nato che dorme nell’altra stanza i vestiti puzzano e tutto quello che hanno guadagnato sono delle piastre di metallo nemmeno troppo simili a monete… E allora si lasciano massacrare come cani e questo sembra l’unica cosa che li riappaghi realmente. E lo spacciatore di Schrader, Lethum, il protagonista, uccide l’assassino della sua fidanzata e i due scagnozzi in una camera d’albergo… E  poi ferito a un fianco, assume la stessa posizione dei due Buddha appesi alla parete della suite. Tutto in ralenty. E in carcere Lethum dice: “non ci crederai; ma è quello che è successo che mi ha dato la serenità”.

Tratto da “Siam tre piccoli porcellin” – Doppio live degli Afterhours…

Meravigliosa visione de “Il Mucchio Selvaggio”



Boring!!!!
20 marzo 2008, dyoniso @ 18:18

Ok, sono l’unica persona al MONDO che pensa che “No country for old men” sia lento e noioso… I Cohen hanno veramente rotto le balle!!!