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Xmas

Anche quest’anno a casa mia non verrà fatto l’albero, con le sue pallette, lucine colorate e punte dorate; nessun presepe, muschio, statuite, capanne, pastori; niente regali o pacchettini con la carta luccicante… Non sarà Natale, perchè in fondo Natale è un’altra di quelle feste vuote, senza alcun significato…

Quando non si ha una famiglia col quale festeggiarlo, dei cari con cui preparare il cenone la vigilia, giocare a tombola fino a tardi, ridere e scherzare; quando non si ha nessuno con cui scambiarsi i regali la mattina del 25 davanti ad una buona colazione; non è mai una vera festa…

Molti di voi storceranno il naso a pensare ai cenoni, le tombolate, le discussioni; ma a me mancano quelle cose; mi ricordano quand’ero piccolo; quando per raffreddare le bottiglie di spumante si mettevano fuori in balcone, quando si passavano le serate a sbucciare noci e discutere; quando tutta la famiglia si riuniva; proprio tutta; anche i parenti lontani… E allora si faceva una cena a casa e un pranzo dagli zii; una pizza da uno e un pranzo da un altro… 

Ecco, alla fine son queste le cose che festeggerei… In fondo, ora come ora non c’è nulla da festeggiare… 

E facciamolo passare in fretta!

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Grandma

Ieri sarebbe stato il 98esimo compleanno di mia nonna; quella materna, quella preferita; quella che ho tanto amato e che mi voluto bene sino all’ultimo giorno… Nata il 3 Settembre 1913; è mancata più di otto anni fa, un giorno durissimo, nel Luglio del 2003, in un’estate torrida, in un piccolo ospedale di provincia; senza che io ne sapessi nulla… Era il giorno della firma del mio primo contratto, lei era in ospedale già da qualche giorno, sembrava stesse un po’ meglio… Nel primo pomeriggio, appena uscito dal lavoro, volevo condividere con mamma la gioia della mia prima firma; la chiamo; squilla a vuoto… Impossibile, penso… Richiamo, risponde la badante della nonna; le chiedo di mia madre, mi dice che non può rispondere; non collego… Le chiedo notizie sulla salute della mia adorata nonna, una lunghissima pausa di silenzio; poi quelle parole che mi frantumano il cuore: “Non c’è più”… Me le faccio ripetere, voglio essere sicuro di non aver frainteso anche se dentro so già cosa mi aspetta… Un saluto laconico; “preparo la borsa e arrivo” le dico. 70 km di strada, la Campu Omu, curve su curve in montagna, su una strada stretta e tortuosa… Spingo la macchina al limite, non mi frega quello che può succedere… E piango, le lacrime sgorgano senza che io possa farci molto, non riesco nemmeno ad urlare, il dolore è immenso. Arrivo in ospedale, mi ricompongo, mia madre mi corre incontro in lacrime, mi sussura che la nonna mi ha voluto un bene immenso, che ha chiesto di me anche poche ore prima… Non me la fanno vedere, forse per proteggermi… Andiamo a casa, gli altri parenti rimarrano lì in ospedale… Arrivati, ci accasciamo sul divano, le lacrime non sono finite, ci abbracciamo e iniziamo a ricordare episodi della nostra vita insieme a lei, non so perchè, forse per sorridere insieme… Gran donna la mia nonnina: sposata sotto la guerra con un uomo rude, cattivo e meschino; che anche in punto di morte non ha pensato ad altro che a se stesso; eppure lei ha tenuto duro, mandando avanti una famiglia, in una società come quella della provincia sarda… Quasi 63 anni di matrimonio, due figlie lontane… Ed ogni volta che si tornava a casa sua, per le vacanze o una semplice visita; il sorriso e il buonumore ci accoglievano… Ricordo che ridevamo tanto insieme, prendendoci gioco di tutti… Io e lei, un legame speciale; l’unico nipote di cui si fidasse, mi ha sempre detto… Lei, che mi difendeva da tutto e tutti, che aveva sempre una parola per me, che quando mi abbracciava sentivo il bene che mi voleva… Ciao nonna Francesca, so che sei li che mi guardi e sorridi, mentre io parlo di te e ancora piango…

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Nothing to celebrate

Ogni volta che il Natale si avvicina divento triste e scontroso.. Perchè non aver nessuno con cui festeggiarlo è come non aver nulla da festeggiare… Non avere una famiglia, non addobbare un albero tutti insieme, non potersi scambiare i regali il 25 mattina davanti ad una buona tazza di thè scherzando e ridendo come una volta…


E allora cominci a pensare che queste sono festività vuote, che non rappresentano nulla eccetto il tuo stato d’animo, che magari vorresti avere qualcuno a fianco per poter sentire quella parvenza di normalità…


E sentire gli amici che si organizzano; sentirli discutere sul dove passare la vigilia o il pranzo del 25 non ti fa certo stare meglio… Quest’anno, per esigenze lavorative, lo passerò a casa, dove non ci sarà nulla a ricordarmi il Natale: non un albero, non un presepe, non un pacco dono.


Lavorerò per Capodanno, proprio la notte, ma forse sarà meglio così; il nuovo anno si aprirà in maniera tranquilla, senza strepiti, casino, gente, feste… Nulla da organizzare, da comprare, da pulire o cucinare…


Perchè in fondo cosa ci sarà mai da festeggiare?



My baby’s gone (my baby’s gone) I have no friends
To wish me greetings once again

Listening – Please come home for Christmas – Bon Jovi

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Yes, I’m in love…

Torno da un viaggio veloce ma intenso… I nostri sguardi, le camminate mano nella mano, Firenze, i baci, le carezze, le chiacchierate interminabili, i lung arni, i suoi capelli, piazza S. Trinita, le sue mani tra le mie, le nostre promesse, i dubbi che svanscono se solo la guardo negl’occhi…


E ancora S. Miniato, Vinci, i nostri pranzi, i racconti di quando si era ragazzi… E impariamo a conoscerci, pian piano, e leggo nei suoi occhi la felicità… E la serenità di entrambi; dopo periodi scuri… E all’areoporto, baciarsi per l’ultima volta, ritardare il distacco degli sguardi, la tristezza che cerchiamo di combattere ridendo forzatamente…


Ma sono convinto che un passo alla volta, insieme, mano nella mano, potremo costruire qualcosa di grande; di duraturo, di vitale… E questa convinzione mi dà la forza per andare avanti, nonostante la lontananza; nonostante tante piccole cose che non vanno nella mia vita…


Ora siamo entrati nella vita l’uno dell’altra e sono sicuro che lei mi renderà una persona migliore; più viva, più ferma, più responsabile…Perchè è lei che stavo cercando; è lei “quella giusta”; è lei!


Sì, mi sono innamorato; e sono felice…

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