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Lettera aperta ai candidati

Questo è uno stralcio della mail che ho mandato ai 2 candidati Pigliaru e Cappellacci per esprimere la ia frustrazione come quella di migliaia di altri sardi:

Gentile Presidente,

Il mio nome è Massimiliano Velardi e le scrivo da elettore, da sardo, da persona che, ancora una volta si sente presa in giro e isolata perché abitante di una, seppur paradisiaca, isola.

Riassumo brevemente i fatti che mi portano a doverle inviare questa “lettera aperta”:

Ancora una volta la compagnia aerea che, in regime di monopolio, serve la tratta Cagliari-Bologna si è permessa di cancellare un volo, a meno di un mese di distanza, sulla tratta in questione per non meglio precisate esigenze operative.

E così, la tanto sbandierata continuità territoriale verso una meta che non sia Roma o Milano, subisce un duro colpo visto che i collegamenti verso una qualsiasi altra città vengono ridotti a due voli a settimana.

Non credo ci sia bisogno di esprimere la mia frustrazione che si aggiunge a quella di migliaia altri Sardi costretti a sottostare alle angherie di una compagnia che si può permettere di fare il bello ed il cattivo tempo solamente perché in regime di monopolio.

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End of summer

Era quasi autunno, quelle giornate di fine Settembre abbatanza calde da potersi godere u po’ di mare in tranquillità. I gruppi di ragazzini non c’erano più, le scuole avevano finalmente riaperto, lasciandoci la spiaggia libera… E così noi “grandi”, noi universitari, come tutti gli anni, eravamo in fermento per l’organizzazione del falò di fine estate. Per noi ragazzi era un grande evento, che sognavamo sin dalle superiori… E finalmente era arrivato il nostro momento… Il posto era già deciso, una spiaggia un po’ appartata, abbastanza grande da contenere un paio di centinaia di ragazzi e ragazze; con una piccola piattaforma naturale, fatta di scogli, per poter organizzare una postazione dj… Avevamo pensato a tutto, l’elettricità, l’impianto luci, due fuochi diversi; uno centrale più grande con la musica del dj, l’altro più piccolo e in disparte con un paio di chitarre per gli altri… Gli esami erano in vista, la sessione autunnale stava per cominciare; ma non c’importava molto; eravamo troppo presi dall’organizzazione dell’evento dell’anno. Ci sarebbero stati tutti; dalle matricole ai laureandi… I telefoni continuavano a squillare, tutto era frenetico, il tempo non era mai abbastanza… Sempre di corsa tra l’affitto delle luci, l’acquisto degli alcolici, la stampa e la distribuzione dei flyers… Tutti erano informati, tutti sapevano; quelle poche volte che passavamo nelle facoltà, tutti ci fermavano, chiedevano, ringraziavano; le voci giravano… Avevamo assunto il più bravo dj della città; lui si era detto entusiasta di suonare per il nostro falò; io mi ero chiesto perchè mai nessuno gliel’avesse proposto prima…

E finalmente il giorno arrivò; l’appuntamento pur tutti era per le 21; noi eravamo lì dalle 17… Avevamo predisposto tutto, i piatti, le luci, l’alcol in fresco, le pietre e la legna per i fuochi… Verso le 20 si iniziò ad accendere il falò più piccolo, alle 20.30 quello grande… Quando iniziarono ad arrivare i ragazzi, i fuochi rano già alti e noi stavamo già bevendo alla nostra salute… La musica partì, iniziò la festa, tutti a ballare e bere; le chitarre, le ragazze… Noi, da organizzatori eravamo indaffarati a fare da “padroni di casa”; salutando, distribuendo bottiglie di birra, chiacchierando con gli amici e gli amici degli amici… Erano già le due del mattino; arano iniziati già da tempo i bagni notturni; le ragazze erano state lanciate in acqua, vestite o meno dipendeva da loro… E proprio quando stavo chiacchierando con un’amico, la vidi; bella da mozzare il fiato… Ricordo ancora com’era vestita: gonellina in jeans e camicetta bianca da cui si intravedevano i laccetti del costume; rosso fuoco… Venne verso di me e, schioccandomi un bacio sulla guancia, mi ringraziò per la bella serata… Io rimasi quasi di stucco, non la conoscevo, riuscii a malapena ad abbozzzare un sorriso… Mi prese a braccetto, si scusò col mio amico per questo “rapimento” e mi portò vicino al falò più piccolo, rimanendo un po’ in disparte… Iniziammo a chiacchierare, mi disse che anche lei faceva Lingue, che mi aveva visto a Magistero un paio di volte e mi chiese se l’avessi mai notata… Io, forse ingenuamente le risposi che no, non l’avevo mai vista; lei forse apprezzò la sincerità e si aprì ad un meraviglioso sorriso… Chiacchieravamo come e ci fossimo sempre conosciuti, di qualsiasi cosa: dallo sport al mare, dalle nostre passioni alla facoltà… Ridemmo tanto, prendendo in giro i professsori o gli assistenti… Per tutto il tempo rimanemmo sdraiati sulla sabbia, lei con la testa appoggiata alla mia pancia… “Sei comodo” mi disse, io risi, lei mi accarezzò quell’acenno di barba incolta che avevo… Verso le quattro si fermò, mi guardo dritto negli occhi e mi disse che voleva fare il bagno… Io sorrisi, ci spogliammo e via di corsa verso l’acqua… Tremava, forse per il freddo, io la strinsi a me e sentii il profumo della sua pelle misto alla salsedine… Di ritorno si strinse a me e avvolsi entrambi nel mio telo… Quel momentò durò un’eternità, finchè smise di tremare, alzò lo sguardo verso i miei occhi e mi baciò… Ci sdraiammo e le chiacchiere continuarono finchè, ancora abbracciati e stretti al telo per il freddo, non ci fermammo a rimirare l’alba… Fu il finale perfetto per quella festa e mentre il sole saliva alto su di noi, la riaccompagnai a casa godendo ancora del suo meraviglioso sorriso…

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your biggest mistake

You got a chance but you failed. And it is time to say goodbye now.
Once again I will move forward and my heart will crash again and loose another piece.
Thanks, you taught me a precious lesson: don’t trust anyone; don’t make any sacrifice; just fear anybody!

Tomorrow I will be far away from you; don’t even think to call or text me again; it should be a mean move. I just need to forget; just forget everything about you and your life. I will erase all the traces: pictures, stuff, memories, even your scent…

This is the last step, just a little message to let you know that now you mean nothing to me and enter in your life was a huge mistake; maybe the biggest I ever made in my life.

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everything ends

No matter what I never gonna leave you… Quante volte l’ho sentito… Eppure tutto finisce; le storie d’amore hanno sempre avuto e sempre avranno una data di scadenza… E’ inutile illudersi; l’amore, quello vero, puro, eterno non esiste; punto! E quelli che continuano a crederci ci sbatteranno il muso prima o poi…

Presto o tardi ognuno di noi si renderà conto che nonostante l’uomo sia un animale sociale; non sia fatto per stare solo; così sarà… Non siamo fatti per essere felici; la felicità stanca e crediamo in un mondo imperfetto…

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Nothing to celebrate

Ogni volta che il Natale si avvicina divento triste e scontroso.. Perchè non aver nessuno con cui festeggiarlo è come non aver nulla da festeggiare… Non avere una famiglia, non addobbare un albero tutti insieme, non potersi scambiare i regali il 25 mattina davanti ad una buona tazza di thè scherzando e ridendo come una volta…


E allora cominci a pensare che queste sono festività vuote, che non rappresentano nulla eccetto il tuo stato d’animo, che magari vorresti avere qualcuno a fianco per poter sentire quella parvenza di normalità…


E sentire gli amici che si organizzano; sentirli discutere sul dove passare la vigilia o il pranzo del 25 non ti fa certo stare meglio… Quest’anno, per esigenze lavorative, lo passerò a casa, dove non ci sarà nulla a ricordarmi il Natale: non un albero, non un presepe, non un pacco dono.


Lavorerò per Capodanno, proprio la notte, ma forse sarà meglio così; il nuovo anno si aprirà in maniera tranquilla, senza strepiti, casino, gente, feste… Nulla da organizzare, da comprare, da pulire o cucinare…


Perchè in fondo cosa ci sarà mai da festeggiare?



My baby’s gone (my baby’s gone) I have no friends
To wish me greetings once again

Listening – Please come home for Christmas – Bon Jovi

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scent of her

Ieri, passeggiando, ho sentito il suo profumo. Mi son fermato e guardato intorno; poi mi son dato del pazzo; perchè non poteva essere lei, non poteva essere lì… E’ andata via da tanto, non poteva essere lei.. E da quel piccolo istante sono esplosi ricordi, luoghi, emozioni.. E’ strano come una piccola memoria olfattiva si leghi poi a tante altre sensazioni, ti riporti in mente tante cose.. Ma voglio solo dimenticare, perchè quella è stata una pagina scura della mia vita, cancellare tutto e spingerlo giù, nel profondo; proprio li dove è stato per anni.. Andiamo avanti, imbianchiamo quel muro per poterlo colorare ancora e con colori più vivi insieme ad un’altra persona..

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