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La prima volta che ti vidi eri in fasce, non vedevo l’ora di saperti viva… La felicità nel volto di tua madre mi riempì il cuore dopo tutto ciò che aveva passato… Ti lasciammo dormire e assieme a papà Colin andammo a festeggiare… Una Harp, un brindisi a te… I calici si levarono e il buio sembrò sparire dalle nostre anime… La sera, tuo padre mi portò nella tua stanza, la stessa che fu di tua zia, quella di cui porti il nome… E Colin, con una lacrima negli occhi mi disse: “Finally all is over!” Capii immediatamente cosa intendesse e lo abbracciai… Poi tornai in Italia, ci furono grandi sconvolgimenti, ma tu eri lì, quasi in attesa che arrivasse un mondo o un momento migliore… E tua madre mi disse che avrei dovuto battezzarti… Un’altra volta il cuore mi sobbalzò di gioia, la vita rientrava nella mia esistenza… Eri la mia Sweet wasty Sarah mentre ti tenevo in braccio in Saint Patrick… Ed io attendevo il momento in cui ti avrei visto grande, abbracciata a papà e mamma mentre ti iscrivevi alllo University College oppure venivi in Italia a trovare il tuo “Mes”…
Ora dormi sonni tranquilli, vicino a mamma e papà ed io verrò, per l’ennesima volta ad abbracciarti e cullarti, cantandoti a Jug of punch o Waldalie…
Aspettami mia sweet wasty Sarah, arriverò..
A Colin e Milly, ormai lontani… Ed alla piccola Sarah.. I love you my little treasure
E’ dura.. Eh sì, è dura accettare un’altra delusione; non importa in quale campo; non importa da chi… Ma stavolta ci avevo creduto; più di altre volte.. Dicono che queste siano lezioni che ti fanno crescere, che devi imprimere nella memoria per non dimenticarle mai.. Io vorrei solo che non fosse mai successo… Una doccia fredda così, dal nulla non fa bene… Io che già facevo progetti (a breve ok, ma sempre progetti); io che stavo vivendo un periodo felice; finalmente… Ma evidentemente non era destino; non era il momento; non era possibile… Molti mi dicono che a sperare si finisca male… Probabilmente hanno ragione… Ora mi serve il tempo per dimenticare; per lavar via quello che è stato… Una volta c’era la mia Irlanda per tutto ciò; ma non è facile… Colin e Milly non ci sono più.. Vorrei stringere a me la piccola Sarah per strapparle un po’ d’innocenza che solo i suoi 7 anni mi possono regalare… Andiamo avanti, lasciandoci anche questa alle spalle; ennesima delusione della mia vita… La ferita non sarà certamente veloce da rimarginare e al muro che ho costruito si aggiungerà un nuovo mattone… Move on.. And go away…
Ed eccomi a casa… Che serata gente.. 4 amici intorno ad un tavolo, una pizza, Scrubs, le ragazze che ridono, birra, chiacchiere, dolce, Malvasia, un paio di sigarette e giù a parlare… Ed allora vengon fuori i ricordi: gli arbitraggi, il campo a strapiombo di Villanovatulo, la sezione di via Sonnino, le gare della domenica mattina alle 9 (e la sveglia alle 6.30), la corsa di nuovo in sezione per i biglietti per lo stadio, gli insulti, i cani in campo, le squadre senza pallone, gli spogliatoi arbitrali che sembravano le case dei puffi… Il lunedì in sezione a compilare i referti, le donne arbitro, Isili, il campo di Villasimius, le pozzanghere, i pantani… E le ragazze continuano a ridere… E poi ancora coi vini, il loro corpo, il colore, i sentori, il retrogusto, la comparazione tra regioni, Chicco d’Oliva. Ed i viaggi: l’Irlanda, la Guinness, le Cliffs, le Aaran, poi la Spagna, Llorett de Mar, i gay, Saragozza, Madrid, la pigrizia, le traversate odisseiche in pullman.. I ricordi delle ragazze sono spassosissimi, continuiamo a ridere, la birra continua a scorrere… Cazzo, devo tornare a casa, son 15 km, riuscirò a guidare??? “Tieni il finestrino aperto e la radio a manetta” – mi urlano.. Ed hanno ragione!!! I Counting Crows mi fanno compagnia nel viaggio di ritorno e Mr. Jones mi aiuta a restare sveglio.. Che esperienze, che ricordi, che serate, che Amici!!!
Notte, silenzio, buio… Viaggi, pensieri, persone, ricordi.. Berlino, Copenaghen, Praga, Dublino, Parigi, la Grecia… Per ogni viaggio un pensiero, per ogni pensiero una persona, per ogni persona un ricordo… Karl, Katy, Claudia, Joanne, Athos.. Immagini, momenti, flashback, fotogrammi… Birra, risate, sigarette, baci rubati, sesso, parole dette e non dette, promesse, cartoline, falò, chitarre, Olimpiadi, bagni all’alba, sguardi, corse, zaini, treni persi, autostop, canzoni urlate, accrediti, Ouzo, sbronze, abbracciami, casino, pianti, Quadri, meraviglia, carezze,non mi lasciare, Locke, traghetti, punk… Tempi andati, ricordi indelebili!
Prendiamo una qualsiasi persona tra i miei conoscenti e chiediamogli qual’è la mia passione più grande… 99 su 100 diranno l’Irlanda… Anche le persone che mi conoscono appena sanno di questo mio amore per l’isola di smeraldo.. E tutti mi dicono la stessa cosa “you belong there (tu sei di lì)”.. Da una vita ci torno, per un po’ è stata CASA, l’amore non finisce da un giorno all’altro e come sempre mi pento di essere tornato… Non so se ho mai riportato un vecchio post, scritto di ritorno da una breve vacanza, è datato settembre 2006; se non l’ho fatto, permettetemi di copiarlo ora:
Ed eccomi tornato.. Dieci giorni passati in quel di Dublino; girando, bevendo, divertendomi.. E lei, come sempre con me. Anche se un po’ lontana! Che bello camminare in mezzo alla folla di Grafton, sedersi in St. Stephen Green a godersi il fresco e the twelfth night nel piccolo anfiteatro. Che bello fermarsi a scrivere le cartoline all’ombra della statua di Joyce. Che bello entrare al Temple Bar e sentire il calore irlandese mentre ti chiedono “where are you from” davanti ad una perfetta Guinness. Che bello scambiare 4 chiacchiere con la band che suona e scoprire che 2 di loro sono stati a Cagliari a tifare Irlanda per i mondiali del 90, ridere, scherzarci su e brindare a Cascarino.. Che bello passeggiare per Suffolk e godersi la maestosità del Trinity. Che bello entrare all’Irish writers museum e tuffarsi nell’atmosfera tardo ottocentesca. Che bello girare per il quartiere vittoriano tra case basse e giardini. Che bello fermarsi davanti al U2 wall in contemplazione o passare sui ponti sulla Liffey e sentire il vento che sferza la faccia.. Che bello ritornare in una città che ami e che sai che sempre amerai insieme a qualcuno che adori, e condividere con questa persona sensazioni così piacevoli magari chiacchierando sino alle 6 del mattino. Che bello… Che bella Dublino!!!
Tutti quelli che l’hanno letto mi dicono che traspare il mio amore per questa città… E pensare che la vera Irlanda è fuori Dublino; che purtroppo si sta trasformando sempre più (Dub north un po’ meno) in una città turistica.. Se amo così tanto questa città, figuriamoci il Connemara, il Ring of Kerry, il Burren, le Cliffs… E’ inutile, la mia strada è quella, prima o poi tornerò, per viverci e costruire il mio futuro là, in quella che è sicuramente la mia secobda patria!
Moher – I left a wish there.. So big, so quite… Everytime I come back there, there’s something different… Its my little paradise, my little soul corner, where I can spend time thinking and flying like a seagull..
Ad imperitura memoria della cazzata che ho fatto a tornare in Italia.. Ma non stavo bene a Clonakilty???

Giorni strani questi… Ci sono tante piccole cose che mi rendono triste.. Ripenso spesso all’Irlanda, a come stavo bene a Clona.. A quanto ero felice.. Credo siano stati i mesi più belli della mia vita, nonostante fossi lì per dimenticare… E ogni tanto mi viene in mente che, perchè no, potrei tornarci.. Ma…
… I remember that summer in dublin, and the liffey as it stank like hell,
And the young people walking on grafton street, and everyone looking so well,
I was singing a song i heard somewhere, called “rock’n’roll never forgets”,
When my hummin’ was smothered by a 46a and the scream of a low flying jet.
So i jumped on a bus to dun laoire, stoppin’ off to pick up my guitar,
And a drunk on the bus told me how to get rich. i was glad we weren’t goin’ too far…
Ireland, always in my memories… A tear in my heart…
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