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Six

Il 10 Agosto, una giornata particolare per me, come ogni anno: tanti ricordi, qualche certezza in più. Un tuffo nel passato con un occhio fisso al presente e qualche speranza per il futuro.

E intanto mi godo questi sei anni di blog, un traguardo che non avrei mai pensato di raggiungere qiando ho iniziato a scrivere.
Sei anni della mia vita, incisi qui, tra malumori, amori, lavoro, delusioni, idee e certezze.

Sei anni fa iniziavo, proprio in un 10 Agosto pregno, qualche stella cadente, tanti amici e il mio mare. Tante cose son cambiate da allora: amici, amori, case, auto, colleghi, situazioni.

Ho viaggiato molto: la mia Milano per riabbracciare vecchi amici, le Marche dove ho lasciato il cuore, la Calabria, Roma, Brescia, il FVG, la Toscana, la Romagna, le cinque terre. Amori, amici, speranze, illusioni, disillusioni.

C’è sempre stato qualcosa da fare, qualcuno da incontrare, abbracciare, consolare, consigliare, o anche solo rivedere; tra una pizza e un sorriso, 2 birre e un picnic.

Se dovessi fare un bilancio di questi sei anni direi che sarebbe positivo: una nuova casa, finalmente mia; un mutuo, una macchina nuova, decine di migliaia (quasi un centinaio) spesi per ristrutturare, arredare e rendere più confortevole questa casa. Un nuovo amore, una ragazza speciale, semplice e meravigliosa; un amore che spero duri ancora e ancora, per tanti e tanti anni a venire.
Pochi amici ma buoni, su cui so che potrò sempre contare: da un passaggio ad un letto, da un sorriso ad un consiglio.

Ma, cosa più importante, so che questo bilancio è positivo per una semplice ragione: perché ci ho sempre provato, non mi sono mai e poi mai tirato indietro; e direi che questa è, forse la soddisfazione più grande.

Se mai passerete di qui oggi e leggerete queste poche righe, bevete un bicchiere di vino alla mia salute.

From Dyo’s BlackBerry.

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10th of August again

Mi riapproprio di questo mio spazio dopo molti mesi di silenzio con una consapevolezza nuova, una nuova serenità, qualche speranza in più.

E lo faccio in un giorno particolare: questo 10 Agosto che ha significati disparati per me.

Prendendo spunto dalle rime del Pascoli, notte stellata con qualche lacrima, molti ricordi e qualche sorriso.

Ed in questa notte mi appresto a festeggiare il quinto anniversario di questo mio diario, questo mio spazio privato dove ogni persona sia entrata nella mia vita ha avuto uno spazio, un pensiero, una parola.

E una volta ancora voglio festeggiare con voi questo particolare compleanno, sapendo che apprezzerete un buon bicchiere di vino bianco fresco in questa calda, caldissima estate.

Brindo a questi 5 anni, levo il calice e assaporo l’inizio di un nuovo anno di speranza.

From Dyo’s Blackberry

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Clearness

Sai quando ti svegli un giorno e senti che qualcosa è cambiato; che quello che provavi di brutto, malmostoso; è finalmente sparito; che pensi a quelle cose e sorridi? Ecco; e sai che c’è? C’è che sono sereno; come non mi accadeva da tempo, da tanto di quel tempo che neanche ricordo. E sembra che questa mia serenità traspaia anche quando chiacchiero con le persone. E me lo confermano molte piccole cose; che poi, a detta di molti, son quelle che non vanno trascurate. E questo mio essere sereno, tranquillo; mi sta aiutando in moltissimi aspetti della mia vita: nel lavoro, nei rapporti con le altra persone, in tutto quello che è considerato quotidiano. Sarà perché ho risolto piccoli problemi; sarà perché son riuscito a passare oltre situazione e persone che mi “ostacolavano”, sarà.. Sarà… Fatto sta che questa mia nuova consapevolezza, questi miei nuovi stati d’animo sono meravigliosi; e sto aprendo di nuovo cuore, stomaco e cervello a vecchie e nuove sensazioni che non credevo sarebbero tornate così in fretta. Sì, posso dirlo ad alta voce: questo è un buon periodo per me; e credo che possa anche migliorare nei prossimi mesi :)

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Past

E allora arrivi ad un punto in cui pensare e ripensare, considerare e valutare, tutto questo diventa superfluo; e decidi di aver fatto la scelta giusta, quella che avresti dovuto fare tanto tanto tempo prima… E ti rialzi perché sai che questo malumore non serve, non porterà a nulla… Decidi di lottare per te stesso, da solo, come hai sempre fatto… E tiri fuori la tua ascia un’altra volta; quella che avevi deciso di riporre per non sentirne il peso… Ma ti accorgi che é proprio questo quello che ci vuole, perché la vita é una lotta continua, l’hai sempre saputo; ma per un periodo hai cercato di illuderti che non fosse così… E affili la sua lama, pazientemente e con maestria, sai che presto dovrai far saltare qualche testa, eliminare quelle presenze scomode per poter tornare a vivere più tranquillo… Sì perché queste persone non conoscono che la violenza verbale e allora si taglia via il problema alla radice come si estirpa un fungo che toglie linfa vitale… E fatta quest’operazione il fusto torna a nuova vita; più rigoglioso e potente di prima… E allora decidi di far vibrare ancora la lama della tua bipenne, incurante e senza guardarti indietro, perché se il passato è dolore; così deve rimanere, passato!

 

 

I walk this empty street
On the Boulevard of Broken Dreams
When the city sleeps
And I’m the only one and I walk alone

Listening to – Boulevard of broken dreams – Green day

 

 

 

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My life in basket

Il basket è stato la mia vita per 19 lunghissimi anni, sin da quando abitavo ad Arese, con la polisportiva locale. Il primo pallone da minibasket lo strinsi tra le braccia a soli 5 anni. Poi Milano, a vestire la casacca gialla dell’Irge poi biancorossa della Billy Desio. Di base alle medie di crescenzago o al Giuriati, sempre di corsa, tra allenamenti e partite. Il trasferimento a CA segnò il mio nomadismo cestistico; ho vestito maglie diverse ogni anno: Olimpia, Cagliari basket, Genneruxi, Sardegna Basket, Panda, Fiamma, Esperia, Doris… A 16 anni già giocavo fuori quota con la juniores, i miei compagni erano tutti tra l’ultimo anno di superiori e il primo di università, l’anno successivo play in quintetto. Quelli erano gli anni delle partite del sabato sera, si usciva prima da scuola, con la prof di mate che ti urlava contro perché a scuola non c’eri mai… Poi i campionati di Promozione, sempre a prenderle, 20, 30, 40 punti; ma quanto ci si divertiva! E la partita della vita, quella in cui ti entra tutto, anche se fossi bendato, 38 punti davanti allo scout del Santa Croce che veniva a veder giocare un compagno… Le partite la domenica mattina, con la sveglia alle 6 per le trasferte. E allora, il sabato sera, si usciva di nascosto, sperando di non beccare Carlo, il nostro allenatore in giro… Arrivarono poi le prime panchine in serie D, mentre giocavo ancora con la promozione verso i 22 anni. Poi l’esplosione del ginocchio: crociato a 22, menisco a 23… Le 3 operazioni, di cui una di pulizia, i tempi di riabilitazione lunghi, le stampelle, il tutore, la terapia, il ginocchio che non fletteva, il dolore, i pianti di rabbia, veder svanire quello che avevi costruito con tanto amore. Non sarei arrivato più in la, questo era chiaro, ma lo sport che avevo sempre praticato, anche vincendo campionati (studenteschi e non) mi veniva strappato. Verso i 24 tentai un campionato con gli over 35, ma la passione era un’altra cosa. Io 24enne, con la voglia di riprendermi ciò che era stato mio, giocare con ex atleti che saltavano 2 allenamenti su 3 e giocavano tanto per sfogarsi un po’… Questa fu poi la motivazione ultima che mi fece dire basta… Ogni tanto il ricordo ed il rimpianto vengono a galla ma, considerate la mia altezza ridicola, la mia condizione, il mio ginocchio, forse ho preso la decisione migliore. Il fatto è che quel periodo mi manca tanto!

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no mistakes

La casa ridiventa silenziosa, sparisce anche il rumore di fondo; e con questo anche qualche speranza e troppi problemi… Rimane solo un odore di mare e vino bianco, passato quello sarà tutto più difficile… Questi ultimi pochi giorni passati con una persona speciale mi hanno fatto rivalutare diverse situazioni, rivedere priorità, aprire gli occhi su tante cose. Ora ho più consapevolezza e, anche se le cose non sono andate come veramente sperassi, sono sicuro che la prossima volta non potrò sbagliare… La strada è già stata percorsa, un pezzetto di muro già abbattuto.

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