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La musica accompagna costantemente i momenti della mia vita.. E per ogni evento, ogni ricordo, ogni persona; una canzone emerge dalla memoria…
C’è “Smooth Criminal” di Michael Jackson per il saggio di danza di Manuela, l’ultimo anno delle medie; “Notti Magiche” a ricordare la mitica estate dei Mondiali a Cagliari, vissuti intensamente con persone che non avrei mai più visto. “No Rain” dei Blind Melon scelta con attenzione da Sandy per la mia prima volta; “Sweet child of mine “dei G n’R, pochi mesi dopo; Pasqua del ’93 a portarmi alla mente la morte di Christian…
E poi “A Jug of punch” per le mie estati irlandesi, “Danny Boy” cantata a squarciagola nelle notti ubriache con Sarah (zia della piccola irlandese), morta durante una manifestazione pacifista…
“Una canzone d’amore” degli 883, mi fa ripensare a Luisa e alla grandissima storia d’amore; forse la prima della mia vita; all’epoca delle superiori… E poi le amicizie; quelle che resistono tutt’ora… Michele lo conobbi mentre si cantavano i Timoria; Luisa prima che partisse in Erasmus, con Harabe de Palo… Ricordo bene quel giorno; io e lei appoggiati alla ringhiera di Viale Europa; tre ore a parlare di tutto con gli amici ad aspettarci in macchina..
Poi arrivò “Una su una milione”; dolcissima canzone per un dolcissimo amore a distanza (che aspettavamo in radio per sospirare insieme
); la mia fuga in Irlanda con “no potho reposare” a ricordarmi casa… Mr. Jones dei Counting Crows a far riaffiorare ricordi lieti del mio lavoro alla 3, sette mesi spensierati con Stefania; i colleghi, il Milan campione d’Europa…
Poi l’università con Andrea; Dylan e Davide; le sue canzoni, le estati al Poetto… La tesi su Tolkien chiaramente con i Blind Guardian nelle orecchie…
Poi il nuovo lavoro, quello attuale; coi Clash e “I fought the law”; le notti insonni; la scoperta dei blog, dei social, del 2.0… E John Denver che ogni volta mi riportava la nostalgia d’Irlanda con “Country road”…
Tutto sino all’estate scorsa; una passione fortissima; “Come Foglie” e “Ninna nanna” per ripensare a lei… Le notti passate su Skype con Maria a farmi insegnare tanto e tanto di lirica…
E poi ancora “Gipsy” da dedicare agli amici che mi hanno supportato nei primi mesi; la scoperta dei vecchi album dei Baustelle, e poi; quasi d’improvviso gli U2, Björk e le passioni comuni… La colonna sonora dell’ultimo mese è molte e molte volte stata Gravity di Sara Bareilles…
Sono sicuro di essermi dimenticato importantissime canzoni e con loro importantissimi ricordi; ma questo è… Sono sicuro che la musica farà sempre e comunque da geniale contrappunto della mia vita…
Giunge l’ora segnata
della veglia e del sonno…
Benedetto sia anche
il giorno degli affanni…
Benedetto sia
il giungere della tenebra!
Sono le 3 passate… Sto ascoltando il CD di Davide… Era da un po’ che non lo facevo.. Come sempre la mente corre a lui, a Londra, a Claudio che lo accompagna, alla sue chitarre, ai concerti al Marlin.. Ho riscoperto una canzone che ho ascoltato meglio.. “The post war father” appunto.. Parla di un uomo nato durante la guerra, dopo questa vissuto in una città in rovina per i bombardamenti. Quest’uomo ha sempre cercato la sua strada, il suo modo per essere un uomo libero, amando una donna, facendo 5 figli sinchè l’ultimo nato…
Now my last-born has gone
He’s moved somewhere
Over the sea
He sent me a letter today
Saying I’ll always
Carry you with me
And the days run away
And my friends run away
And the days run away
Now my son’s gone away
His night shines like day
I know he’s found his way
To be free
Credo che sia una delle storie più belle che abbia mai sentito, anche perchè credo l’abbia scritta per suo padre… E l’ultimogenito è proprio lui che ha scelto di lasciare Cagliari, la Sardegna, gli amici e le comodità per inseguire il suo sogno: suonare!! Ed è riuscito a trovare la strada per raggiungere la sua libertà!!! Grazie Davide, con questa canzone mi hai insegnato che non devo tarpare le mie ali e correre per i miei sogni!!!
This song is dedicated to all the people supporting me during the long winter of my soul… Thanks to everyone, I hope we can find a way to meet each other so I can thank you in person. Everytime I listen to this song I will think about you.
Thanks again…
Io e te,un bicchiere di buon vino, i nostri occhi… Oggi non esiste più nulla, non c’è più nessuno, tutto sta fuori, il mondo rimane al di là di queste mura.. E parliamo.. Di tutto: di noi, del nostro rapporto, che c’è dentro, di cosa l’ha reso speciale, di cosa c’è oltre.. Mentre parli, fisso i tuoi occhi, mi piace da morire farlo; vedere cosa realmente mi vuoi dire, andare oltre le parole, aggrapparmi a quel castano profondo, provare a penetrarlo.. E facciamo mattino, come spesso ci è capitato negli ultimi tempi.. Raccontami ancora del nostro primo incontro, le tue sensazioni mi abbracciano, raccontami ancora del nostro primo bacio, voglio riviverlo dalle tue parole… La vita è così strana tesoro, domani andrai via; ed io ancora una volta aspetterò il tuo ritorno, impaziente, fremendo… Quando mi chiamerai cercherò di non mostrarti questa mia pecca, forse per una stupida, stupidissima questione d’orgoglio, ma sono sicuro che il tuo intuito ti dirà tutto.. Ormai mi conosci troppo bene per non aspettarti un comportamento del genere.. Ormai le nostre vite si stanno fondendo in una sola.. Tu ora dormi, io davanti a questo schermo penso al tempo che ci separa dal nostro prossimo incontro.. Girati tesoro, voglio guardarti dormire ancora una volta prima della tua partenza, perchè solo così sarà meno dura l’attesa.. Fermo quest’istante come un frame.. E parte una canzone nella mia mente…
So take the photographs and still frames in your mind
Hang it on a shelf in good heath and good time
Tattoos and memories and dead skin on trial
For what it’s worth it was worth all the while
Last Christmas I gave you my heart
But the vey next day I you gave it away…
This year, to save me from tears
I’ll give it to someone special…
Questa è la canzone che mi è capitata da cantare, tra dozzine di altre al “Finto Natale”; una festa pseudo natalizia organizzata da colleghi ed amici… Ed era proprio a tono con la giornata… Oggi, mi hai cancellato dal tuo mondo, una volta per tutte… Mi ha distrutto, amareggiato, trapassato il cuore.. Io, che in sei mesi ti ho dato tutto, ti ho fatto sentire importante e desiderata, che ho accettato dineghi e soprusi per te, che sarei stato pronto a tutto per averti: mollare il lavoro, trasferirmi, vivere in un nord freddo e grigio pur di stare con te… La festa, il vino, il divertimento, le canzoni… Presto o tardi ti dimenticherò, e questa sarà un’altra lezione da imparare… Tu, che mi dicevi che ero importante e che mi volevi bene; tu che promettevi incontri, tu che mi hai illuso sino alla fine… I’ll give my heart to the one who diserves it.. And this is not you anymore… Una sola cosa mi resta da dirti dopo il male infinito che mi hai fatto: grazie di niente!!!