Category Archives: Summer

End of summer

Era quasi autunno, quelle giornate di fine Settembre abbatanza calde da potersi godere u po’ di mare in tranquillità. I gruppi di ragazzini non c’erano più, le scuole avevano finalmente riaperto, lasciandoci la spiaggia libera… E così noi “grandi”, noi universitari, come tutti gli anni, eravamo in fermento per l’organizzazione del falò di fine estate. Per noi ragazzi era un grande evento, che sognavamo sin dalle superiori… E finalmente era arrivato il nostro momento… Il posto era già deciso, una spiaggia un po’ appartata, abbastanza grande da contenere un paio di centinaia di ragazzi e ragazze; con una piccola piattaforma naturale, fatta di scogli, per poter organizzare una postazione dj… Avevamo pensato a tutto, l’elettricità, l’impianto luci, due fuochi diversi; uno centrale più grande con la musica del dj, l’altro più piccolo e in disparte con un paio di chitarre per gli altri… Gli esami erano in vista, la sessione autunnale stava per cominciare; ma non c’importava molto; eravamo troppo presi dall’organizzazione dell’evento dell’anno. Ci sarebbero stati tutti; dalle matricole ai laureandi… I telefoni continuavano a squillare, tutto era frenetico, il tempo non era mai abbastanza… Sempre di corsa tra l’affitto delle luci, l’acquisto degli alcolici, la stampa e la distribuzione dei flyers… Tutti erano informati, tutti sapevano; quelle poche volte che passavamo nelle facoltà, tutti ci fermavano, chiedevano, ringraziavano; le voci giravano… Avevamo assunto il più bravo dj della città; lui si era detto entusiasta di suonare per il nostro falò; io mi ero chiesto perchè mai nessuno gliel’avesse proposto prima…

E finalmente il giorno arrivò; l’appuntamento pur tutti era per le 21; noi eravamo lì dalle 17… Avevamo predisposto tutto, i piatti, le luci, l’alcol in fresco, le pietre e la legna per i fuochi… Verso le 20 si iniziò ad accendere il falò più piccolo, alle 20.30 quello grande… Quando iniziarono ad arrivare i ragazzi, i fuochi rano già alti e noi stavamo già bevendo alla nostra salute… La musica partì, iniziò la festa, tutti a ballare e bere; le chitarre, le ragazze… Noi, da organizzatori eravamo indaffarati a fare da “padroni di casa”; salutando, distribuendo bottiglie di birra, chiacchierando con gli amici e gli amici degli amici… Erano già le due del mattino; arano iniziati già da tempo i bagni notturni; le ragazze erano state lanciate in acqua, vestite o meno dipendeva da loro… E proprio quando stavo chiacchierando con un’amico, la vidi; bella da mozzare il fiato… Ricordo ancora com’era vestita: gonellina in jeans e camicetta bianca da cui si intravedevano i laccetti del costume; rosso fuoco… Venne verso di me e, schioccandomi un bacio sulla guancia, mi ringraziò per la bella serata… Io rimasi quasi di stucco, non la conoscevo, riuscii a malapena ad abbozzzare un sorriso… Mi prese a braccetto, si scusò col mio amico per questo “rapimento” e mi portò vicino al falò più piccolo, rimanendo un po’ in disparte… Iniziammo a chiacchierare, mi disse che anche lei faceva Lingue, che mi aveva visto a Magistero un paio di volte e mi chiese se l’avessi mai notata… Io, forse ingenuamente le risposi che no, non l’avevo mai vista; lei forse apprezzò la sincerità e si aprì ad un meraviglioso sorriso… Chiacchieravamo come e ci fossimo sempre conosciuti, di qualsiasi cosa: dallo sport al mare, dalle nostre passioni alla facoltà… Ridemmo tanto, prendendo in giro i professsori o gli assistenti… Per tutto il tempo rimanemmo sdraiati sulla sabbia, lei con la testa appoggiata alla mia pancia… “Sei comodo” mi disse, io risi, lei mi accarezzò quell’acenno di barba incolta che avevo… Verso le quattro si fermò, mi guardo dritto negli occhi e mi disse che voleva fare il bagno… Io sorrisi, ci spogliammo e via di corsa verso l’acqua… Tremava, forse per il freddo, io la strinsi a me e sentii il profumo della sua pelle misto alla salsedine… Di ritorno si strinse a me e avvolsi entrambi nel mio telo… Quel momentò durò un’eternità, finchè smise di tremare, alzò lo sguardo verso i miei occhi e mi baciò… Ci sdraiammo e le chiacchiere continuarono finchè, ancora abbracciati e stretti al telo per il freddo, non ci fermammo a rimirare l’alba… Fu il finale perfetto per quella festa e mentre il sole saliva alto su di noi, la riaccompagnai a casa godendo ancora del suo meraviglioso sorriso…

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remember that summer?

Ricordi quell’estate? Io e te, sempre insieme! Non c’era neanche bisogno di sentirci, ormai vivevamo quasi in simbiosi… Salivo sulla mia 106, facevo i km che mi separavano da te col sorriso, urlando a squarciagola sempre la stessa canzone, quella, la nostra… E tu eri li, già pronta, perché sapevi… Prendevo il telefono per farti il solito squillo e il tuo visino spuntava dal portone, quando ancora stavo componendo il numero… E nelle nostre infinite passeggiate si parlava di tutto: dal basket agli amici, dai viaggi a noi… Quel pezzetto di spiaggia, semi nascosto da quel grande casermone, era il nostro posto speciale… Anche quando non potevo passare a prenderti, facevo il giro lungo, per arrivare dal Poetto e poter controllare se il tuo scooter era li parcheggiato… E quando lo vedevo il cuore impazziva di gioia! Parcheggiavo con calma, un po’ distante, per godermi l’attesa che mi separava da te… Poi ti scorgevo, seduta sul muretto, china sul tuo libro di letteratura inglese con le cuffie nelle orecchie. Arrivavo piano, senza far troppo rumore, ti appoggiavo le mani sugli occhi come in un gioco infantile e vedevo il sorriso nascerti sul volto… Stavamo li per ore, finché il sole non era tramontato. E chiacchieravamo, ti aiutavo con Shakespeare e the tragedy of Macbeth… “Mi piace da morire” mi dicevi, forse è per quello che Macbeth è l’opera di Shakespeare che preferisco… Poi si mangiava qualcosa presa al volo o qualche panino che preparavi tu; non ci importava molto, la cosa fondamentale era stare insieme! E quando ti riportavo a casa, prima di salutarci, il tuo sguardo era magico; i tuoi occhi così profondi e scuri da poterci morire dentro… Mi sfioravi le labbra e mi sussurravi “buonanotte anima mia, sarei vuota senza te”… E ancora mi perdo in quelle parole così leggiadre. Ed io, preso dall’emozione, riuscivo a malapena a balbettare una buonanotte, buttata li quasi per caso. Ma tu sapevi, l’avevi sempre saputo; quello era il mio carattere… Ed il nostro rapporto era questo, qualcosa in più di una semplice amicizia, un’amore forse troppo platonico, un’esaltazione delle nostre anime… Ecco, kindred spirits, quello che eravamo… E l’estate passò, arrivò l’inverno; l’università, le compagnie e gli amici diversi, il tempo ci separarono… Ogni tanto passavo in sala lettura, al corpo aggiunto, ti vedevo li piegata su Milton; un cenno, un sorriso, nulla più… Ma gettarsi in questo ricordo è meraviglioso e a volte vorrei che quell’estate tornasse…

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Summertime

Quest’estate si preannunciava come orribile… Ma in poche settimane si è trasformta in qualcosa di meraviglioso, incantevole, quasi magico…

Viaggi, persone, nuovi amici, nuove avventure, spiagge, calore, abbracci, sesso, baci rubati… E poi corse in macchina, dormite sotto gli ombrelloni, albe, stelle cadenti…

Le spiagge della mia isola l’hanno fatta da padrone in quest’ultimo scorcio d’estate… Il Poetto, Torregrande, Villasimius, Pula; spiagge meravigliose, momenti meravigliosi, compagnie spettacolari…

E non è ancora finita… Tra qualche settimana mi aspetta l’abbraccio degli amici romani; poi il ritorno ai natii lidi per riabbracciare vecchi amici che già una volta hanno fatto il miracolo; e sono che ci riusciranno un’altra volta…


E allora grazie a tutti quelli che ho incontrato e inconterò; perchè siete voi gli artefici di quest’estate mostruosamente bella! :)

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The post war father

Sono le 3 passate… Sto ascoltando il CD di Davide… Era da un po’ che non lo facevo.. Come sempre la mente corre a lui, a Londra, a Claudio che lo accompagna, alla sue chitarre, ai concerti al Marlin.. Ho riscoperto una canzone che ho ascoltato meglio.. “The post war father” appunto.. Parla di un uomo nato durante la guerra, dopo questa vissuto in una città in rovina per i bombardamenti. Quest’uomo ha sempre cercato la sua strada, il suo modo per essere un uomo libero, amando una donna, facendo 5 figli sinchè l’ultimo nato…


Now my last-born has gone
He’s moved somewhere
Over the sea
He sent me a letter today
Saying I’ll always
Carry you with me

And the days run away
And my friends run away
And the days run away
Now my son’s gone away
His night shines like day
I know he’s found his way
To be free

Credo che sia una delle storie più belle che abbia mai sentito, anche perchè credo l’abbia scritta per suo padre… E l’ultimogenito è proprio lui che ha scelto di lasciare Cagliari, la Sardegna, gli amici e le comodità per inseguire il suo sogno: suonare!! Ed è riuscito a trovare la strada per raggiungere la sua libertà!!! Grazie Davide, con questa canzone mi hai insegnato che non devo tarpare le mie ali e correre per i miei sogni!!!

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Do you remember? part2

Ed eccomi a casa… Che serata gente.. 4 amici intorno ad un tavolo, una pizza, Scrubs, le ragazze che ridono, birra, chiacchiere, dolce, Malvasia, un paio di sigarette e giù a parlare… Ed allora vengon fuori i ricordi: gli arbitraggi, il campo a strapiombo di Villanovatulo, la sezione di via Sonnino, le gare della domenica mattina alle 9 (e la sveglia alle 6.30), la corsa di nuovo in sezione per i biglietti per lo stadio, gli insulti, i cani in campo, le squadre senza pallone, gli spogliatoi arbitrali che sembravano le case dei puffi…  Il lunedì in sezione a compilare i referti, le donne arbitro, Isili, il campo di Villasimius, le pozzanghere, i pantani… E le ragazze continuano a ridere… E poi ancora coi vini, il loro corpo, il colore, i sentori, il retrogusto, la comparazione tra regioni, Chicco d’Oliva. Ed i viaggi: l’Irlanda, la Guinness, le Cliffs, le Aaran, poi la Spagna, Llorett de Mar, i gay, Saragozza, Madrid, la pigrizia, le traversate odisseiche in pullman.. I ricordi delle ragazze sono spassosissimi, continuiamo a ridere, la birra continua a scorrere… Cazzo, devo tornare a casa, son 15 km, riuscirò a guidare??? “Tieni il finestrino aperto e la radio a manetta” – mi urlano.. Ed hanno ragione!!! I Counting Crows mi fanno compagnia nel viaggio di ritorno e Mr. Jones mi aiuta a restare sveglio.. Che esperienze, che ricordi, che serate, che Amici!!!

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It was…

Notte, silenzio, buio… Viaggi, pensieri, persone, ricordi.. Berlino, Copenaghen, Praga, Dublino, Parigi, la Grecia… Per ogni viaggio un pensiero, per ogni pensiero una persona, per ogni persona un ricordo… Karl, Katy, Claudia, Joanne, Athos.. Immagini, momenti, flashback, fotogrammi… Birra, risate, sigarette, baci rubati, sesso, parole dette e non dette, promesse, cartoline, falò, chitarre, Olimpiadi, bagni all’alba, sguardi, corse, zaini, treni persi, autostop, canzoni urlate, accrediti, Ouzo, sbronze, abbracciami, casino, pianti, Quadri, meraviglia, carezze,non mi lasciare, Locke, traghetti, punk… Tempi andati, ricordi indelebili!

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