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Cavalli rotolano su loro stessi; ponti fatti saltare con la dinamite; cow-boys cadono dai cornicioni… Nella convulsione dell’azione subentra la calma, la tensione si scioglie. I quindici minuti finali del Mucchio Selvaggio sono tutti così. Pike e soci sanno da che parte sta il bene e da che parte è il male, ma si illudono che la loro posizione di fuorilegge li preservi dall’eterno conflitto. Loro devono pensare a concludere affari. Ma la mattina dopo la festa hanno le bocche marce d’alcool, la prostituta che hanno accanto ha un bambino appena nato che dorme nell’altra stanza i vestiti puzzano e tutto quello che hanno guadagnato sono delle piastre di metallo nemmeno troppo simili a monete… E allora si lasciano massacrare come cani e questo sembra l’unica cosa che li riappaghi realmente. E lo spacciatore di Schrader, Lethum, il protagonista, uccide l’assassino della sua fidanzata e i due scagnozzi in una camera d’albergo… E poi ferito a un fianco, assume la stessa posizione dei due Buddha appesi alla parete della suite. Tutto in ralenty. E in carcere Lethum dice: “non ci crederai; ma è quello che è successo che mi ha dato la serenità”.
Tratto da “Siam tre piccoli porcellin” – Doppio live degli Afterhours…
Meravigliosa visione de “Il Mucchio Selvaggio”
And there upon that hill they looked east to the Shadow and west to the Twilight, and they plighted their troth and were glad.
‘And Arwen said: “Dark is the Shadow, and yet my heart rejoices; for you, Estel, shall be among the great whose valour will destroy it.”
’ But Aragorn answered: “Alas! I cannot foresee it, and how it may come to pass is hidden from me. Yet with your hope I will hope. And the Shadow I utterly reject. But neither, lady, is the Twilight for me; for I am mortal, and if you will cleave to me, Evenstar, then the Twilight you must also renounce.”
‘And she stood then as still as a white tree, looking into the West, and at last she said: “I will cleave to you, Dúnadan, and turn from the Twilight. Yet there lies the land of my people and the long home of all my kin.
Al tuo ritorno sarò qui ad attenderti mia Arwen Undomiel, stella del Vespro..
Una commedia ha molti attori.. Ed ogni attore recita la propria parte a modo suo.. Ogni attore ha le proprie peculiarità e prerogative..
Gli attori sono, spesso per necessità, bugiardi.. Raccontano cose ed avvenimenti spesso per proprio tornaconto.. E se s’immedesimano troppo nel personaggio, è la fine..
La loro sfilza interminabile di bugie, mezze verità e cose taciute, minerà la vita e l’integrità dell’intera compagnia..
Purtroppo se una persona si lascia affascinare dall’attore, dai suoi modi istrionici, dalle sue capacità seduttive e dal suo charme, tornare indietro sarà un percorso lungo, lento e doloroso..
L’iniziare a poco a poco a scoprire quella matassa di bugie, cominciare a scavare, dalla superficie fin giù, sino ad arrivare a graffiare il fondo; porterà alla disillusione nel migliore dei casi e all’odio verso se stessi per averci creduto in quello più grave..
Quindi attenti miei giovani attori, pesate bene tutte le parole che vi verranno rivolte dai commedianti più navigati, fate molta attenzione a carpirne e capirne i gesti, pretendete che vi venga detto tutto e non credete a chi vi esporrà la sua carriera senza pecche..
Il palcoscenico è un luogo ostile ed è proprio quando il sipario è ancora chiuso e nessuno spettatore è ancora in sala che dovrete preoccuparvi..
Fate vostre queste parole perchè scappare quando la pieces è già iniziata sarà impossibile..
Che lo spettacolo abbia inizio, questa è la fine..
Pescara, esterno notte… E’ il 6 Dicembre… La banchina della stazione, il nostro primo bacio.. Se mi chiedono qual’è la prima cosa che mi viene in mente pensando alla nostra relazione; è proprio questa… E poi le nostre telefonate chilometriche, le nostre passeggiate mano nella mano, il nostro capodanno teramano, il concerto in piazza salotto…
Ne parlavo proprio ieri con una mia cara amica; col tempo, i brutti ricordi vengono spazzati via; come un pugno di sabbia stretto in una mano in una giornata ventosa… E rimangono quelli stupendi; dolci, quasi magici…
Son passati più di 9 anni, ormai le nostre strade si sono divise da lungo, lunghissimo tempo… Ognuno ha la sua vita, il suo lavoro… Ma i ricordi; quelli rimangono e rimarranno sempre… Perchè la nostra è stata una storia importante; coinvolgente; potente!
Un giorno tu mi dissi che non mi avresti mai dimenticato; che il primo amore non si dimentica; Che avrei sempre avuto un posto nella tua memoria.. E così sarà per me; perchè anche se non sei stata la prima; ogni amore è come il primo per me; perchè diverso, particolare, speciale a suo modo…
Giunge l’ora segnata
della veglia e del sonno…
Benedetto sia anche
il giorno degli affanni…
Benedetto sia
il giungere della tenebra!
Resto basito da tanta bellezza
La semplicità dei tuoi modi
mi disorienta!
Ho davanti agli occhi un angelo
Sempre più mi innamoro
perdendomi nel mare calmo
della tua anima…
Alla mia inconsueta e inconsapevole musa Silvia…