Category Archives: University

Exams

Lei era bella, di una bellezza particolare… I suoi occhi blu, il suo carattere forte, gli abbracci che ti facevano sentire bene… La conobbi un giorno, quasi per caso, in facoltà… In quel periodo Lingue era ancora inglobata nel polo letterario-umanistico… Negli stessi edifici convivevamo noi di Lingue, quelli di lettere, storia, filosofia, scienze della formazione, psicologia… Era una grande catena di edifici, persone, lezioni, vite… A quel tempo seguivo ancora molte lezioni, 6-7 ore al giorno tra mattina e sera e questo mi portava a spendere la maggiorparte della mia giornata in quelle aule, in quegli androni, in quei corridoi… Ci incontrammo propprio lí dicevo; era appena passata l’ora di pranzo e io ero seduto sulla grande scalinata dell’atrio principale… Leggevo… Ad un tratto vidi che stavano appendendo qualcosa alle bacheche: saranno i calendari degli appelli estivi, mi dissi… Li feci finire, chiusi il mio libro e mi avvicinai: erano proprio gli appelli… Erano arrivati come il caldo che li accompagnava puntuale ogni anno… Non era ancora iniziata la frenesia da esame, seguivo ancora le lezioni; ma sapere le date della sessione ti metteva addosso quel po’ di adrenalina che serviva… Iniziai a scorrere le materie; preparavo letteratura inglese e filologia germanica; le trovai… Ero rincuorato dal fatto che i due appelli non fossero poi cosí vicini tra loro… Sorrisi… Probabilmente fu proprio quel sorriso la scintilla di tutto… “Date fortunate?” – era la sua voce… Mi girai alla mia destra e vidi questi magnifici occhi blu che mi fissavano e un gran sorriso sul suo volto… “Date fortunate?” ripeté… Annuii, non riuscendo a staccare gli occhi dai suoi… Mi accorsi che era davanti alla bacheca di lettere… “Antiche o moderne?” le chiesi… Non mi rispose, ma mi invitò a prendere un caffè giù al baretto dell’ersu… Ci incamminammo, passando davanti al corpo aggiunto, alla sala lettura, poi giù per via trentino… Ci sedemmo in un tavolino in fondo, che dava direttamente sui campi del cus e iniziammo a parlare… E parlammo tanto, tanto, di tutto: della sua facoltà, di cosa facevamo nel tempo libero, della musica, degli sport, degli amici comuni… E si fece talmente tardi che ci dovettero sbattere fuori dal bar, senza accorgercene si erano fatte le sette, avevamo saltato entrambi tutte le lezioni del pomeriggio; ma a me non importava e, a giudicare dal suo sorriso, non credo neanche a lei dispiacesse troppo… Decidemmo allora di tornare a casa e lei mi disse di non avere la macchina; sarebbe tornata in pullman… Le chiesi se avesse bisogno di un passaggio, l’avrei portata ovunque, solo per ritardare il momento del nostro distacco, per poter chiacchierare ancora dieci minuti con lei… Accettò di buon grado; “abito in via Catalani, sai dov’è?” – scoppiai a ridere, lei mi guardò strano… Le risposi che ci abitavo e mi fissò come se fossi un fantasma, poi una nuova risata… Come non ci fossimo mai incontrati rimarrà un mistero; stessa via, stesso lato della strada, lei 50 metri più avanti… Mi invitò a cena qulla sera; mi presentò tutte le coinquiline; rimasimo a parlare ancora ed ancora… Ed alla fine saltò fuori la sorpresa più grande di tutte: la comune passione per la letteratura fantasy, l’amore per Tolkien e la volontà di scrivere una tesi filologica sul maestro… E da quel giorno tutto fu incentrato su quella passione comune; sul finire gli esami al più presto, sul chiedere la tesi insieme; sul reperire i libri, sullo scrivere, discutere, cercare… E ogni volta che uno dei due scopriva qualcosa; era un continuo chiamarsi, ridere, urlare di gioia… E così i mesi passarono, finchè le due tesi furono pronte: una sulle lingue inventate da Tolkien, l’altra sulle differenze tra queste lingue e le lingue altogermaniche di rierimento. E vennero tempi importanti, nei quali l’uno rinunciava e l’altra portava avanti il sogno sino alla discussione. Il giorno fissato era ad Aprile, era passato quasi un anno dal nostro primo incontro; già sapevo che l’idillio sarebbe finito: lei aveva intenzione di provare un’avventura estera appena possibile; me lodisse pochi giorni prima… Io ero comunque contento di aver trovato una persona del genere e le promisi che sarei andato sicuramente a trovarla poco dopo… E venne il giorno in cui lei; bella come non mai; fasciata in un abito importante era lì, in piedi, ad affabulare la platea con parole che avevo sentito dozzine di volte. Fu il primo ad essere abbracciato dopo la proclamazione; prima ancora dei suoi genitori… Poi venne il giorno della partenza, una mattina freda di Maggio, il volo delle 6.30 del mattino per Roma… L’accompagnai io in areoporto, dopo una notte insonne a casa sua a parlare delle sue speranze, dei suoi sogni e di come sarebe stato bello se anche quell’avventura l’avessimo vissuta insieme… Fu un saluto laconico, un sorriso strappato al mancanza che già sentivo di lei… E così anche lei spariva dalla mia vita; ma ero felice della sua felicità…

Leave a Comment

Filed under University

Indecisione..

Con immensa gioia, frugando in uno scatolone, ho ritrovato il Chierchia, il libro di Semantica più odiato al mondo… Sono indeciso tra falò e cassonetto!!

Leave a Comment

Filed under Thoughts, University