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A little hope

I miei sogni non si fermano… Continuo a mandare curriculum sperando che prima o poi arrivi qualche risposta positiva dall’Irlanda… Ma ci sono ancora troppe cose che mi legano a questa terra: luoghi, persone, sensazioni, emozioni… La Sardegna è come una calamita che tutto attira e ogni volta che parto la nostalgia è forte.. Nel mio breve soggiorno milanese ho notato, ancora una volta, quanto possa essere organizzata e civile una città: nei collegamenti, nei servizi, in tutto… E li ho tanti affetti; amici sinceri che so mi aiuterebbero in tutto… Ma è una città italiana, con troppi contro: primo fra tutti uno stipendio che non mi permetterebbe di sicuro di organizzare la mia vita… E con l’esperienza che ho, non posso certamente accontentarmi di contratti a progetto, soprattutto lasciando un posto sicuro, uno stipendio alto e una casa mia… E allora il pensiero corre di nuovo all’Irlanda; a Dublino; una città piccola, a misura d’uomo; ma talmente civile da aver tutto quello che potrei desiderare… Una volta di più, vedo ingrossare i miei sogni; rimando scadenze, rifuggo storie per la paura di soffrire nel caso in cui dovessi un giorno partire.. E molti mi dicono che faccio male, che queste esperienze le ho già passate, che la vita va vissuta per quella che è, che i treni passano una volta nella vita… Ma ho imparato che i miei sogni sono più importanti di tutto ciò; quindi continuo a mandare e sperare… Moving forward hoping in my dreams…

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Recall a song

La musica accompagna costantemente i momenti della mia vita.. E per ogni evento, ogni ricordo, ogni persona; una canzone emerge dalla memoria…


C’è “Smooth Criminal” di Michael Jackson per il saggio di danza di Manuela, l’ultimo anno delle medie;  “Notti Magiche” a ricordare la mitica estate dei Mondiali  a Cagliari, vissuti intensamente con persone che non avrei mai più visto. “No Rain” dei Blind Melon scelta con attenzione da Sandy per la mia prima volta; “Sweet child of mine “dei G n’R, pochi mesi dopo; Pasqua del ’93 a portarmi alla mente la morte di Christian…


E poi “A Jug of punch” per le mie estati irlandesi, “Danny Boy” cantata a squarciagola nelle notti ubriache con Sarah (zia della piccola irlandese), morta durante una manifestazione pacifista…


“Una canzone d’amore” degli 883, mi fa ripensare a Luisa e alla grandissima storia d’amore; forse la prima della mia vita; all’epoca delle superiori… E poi le amicizie; quelle che resistono tutt’ora… Michele lo conobbi mentre si cantavano i Timoria; Luisa prima che partisse in Erasmus, con Harabe de Palo… Ricordo bene quel giorno; io e lei appoggiati alla ringhiera di Viale Europa; tre ore a parlare di tutto con gli amici ad aspettarci in macchina..


Poi arrivò “Una su una milione”; dolcissima canzone per un dolcissimo amore a distanza (che aspettavamo in radio per sospirare insieme :D); la mia fuga in Irlanda con “no potho reposare” a ricordarmi casa… Mr. Jones dei Counting Crows a far riaffiorare ricordi lieti del mio lavoro alla 3, sette mesi spensierati con Stefania; i colleghi, il Milan campione d’Europa…


Poi l’università con Andrea; Dylan e Davide; le sue canzoni, le estati al Poetto… La tesi su Tolkien chiaramente con i Blind Guardian nelle orecchie…


Poi il nuovo lavoro, quello attuale; coi Clash e “I fought the law”; le notti insonni; la scoperta dei blog, dei social, del 2.0… E John Denver che ogni volta mi riportava la nostalgia d’Irlanda con “Country road”…


Tutto sino all’estate scorsa; una passione fortissima; “Come Foglie” e “Ninna nanna” per ripensare a lei… Le notti passate su Skype con Maria a farmi insegnare tanto e tanto di lirica…


E poi ancora “Gipsy” da dedicare agli amici che mi hanno supportato nei primi mesi; la scoperta dei vecchi album dei Baustelle, e poi; quasi d’improvviso gli U2, Björk e le passioni comuni… La colonna sonora dell’ultimo mese è molte e molte volte stata Gravity di Sara Bareilles…


Sono sicuro di essermi dimenticato importantissime canzoni e con loro importantissimi ricordi; ma questo è… Sono sicuro che la musica farà sempre e comunque da geniale contrappunto della mia vita…

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New year

Un altro anno è iniziato; tra vecchie e nuove amicizie.. Una cena, del buon vino, chiacchiere e risate.. Telefonate da persone a cui ho imparato a voler bene; un sms inaspettato…

E come nella migliore delle tradizioni, col nuovo anno si buttano via delle cose; cose inutili che la maggiorparte delle volte ci fanno star male… Io ho buttato via un po’ del mio orgoglio ma soprattutto il rancore.. Perchè è una cosa inutile e voglio iniziare l’anno nel migliore dei modi…

E siccome ognuno si crea il proprio futuro e io voglio che quest anno sia meraviglioso; devo fare in modo di renderlo tale con le mie mani… A piccoli passi come mi ha suggerito una cara amica.. Il primo l’ho fatto; altri ne seguiranno e spero che ci sia anche un aiuto esterno…

Per ora mi preparo materialmente e psicologicamente al primo breve viaggio dell’anno; in Lombardia; per cementificare una lunga amicizia e abbracciare nuovi amici… Perchè l’amicizia è fonte di vita e va curata come un piccolo fragile bonsai…

Sento fortemente che quest’anno molto cambierà nella mia vita e rincorrerò i miei sogni con più vigore: l’Irlanda, lei, le amicizie, un lavoro con più motivazioni…

Ora rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo sodo per questi obbiettivi… Ancora buon anno e grazie a tutti quelli che mi hanno supportato, ascoltato, consolato, abbracciato (anche se da lontano)… Non smetterò mai di volervi bene, nonostante tutto…


GRAZIE!

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S.

La prima volta che ti vidi eri in fasce, non vedevo l’ora di saperti viva… La felicità nel volto di tua madre mi riempì il cuore dopo tutto ciò che aveva passato… Ti lasciammo dormire e assieme a papà Colin andammo a festeggiare… Una Harp, un brindisi a te… I calici si levarono e il buio sembrò sparire dalle nostre anime… La sera, tuo padre mi portò nella tua stanza, la stessa che fu di tua zia, quella di cui porti il nome… E Colin, con una lacrima negli occhi mi disse: “Finally all is over!” Capii immediatamente cosa intendesse e lo abbracciai… Poi tornai in Italia, ci furono grandi sconvolgimenti, ma tu eri lì, quasi in attesa che arrivasse un mondo o un momento migliore… E tua madre mi disse che avrei dovuto battezzarti… Un’altra volta il cuore mi sobbalzò di gioia, la vita rientrava nella mia esistenza… Eri la mia Sweet wasty Sarah mentre ti tenevo in braccio in Saint Patrick… Ed io attendevo il momento in cui ti avrei visto grande, abbracciata a papà e mamma mentre ti iscrivevi alllo University College oppure venivi in Italia a trovare il tuo “Mes”…
Ora dormi sonni tranquilli, vicino a mamma e papà ed io verrò, per l’ennesima volta ad abbracciarti e cullarti, cantandoti a Jug of punch o Waldalie…
Aspettami mia sweet wasty Sarah, arriverò..



A Colin e Milly, ormai lontani… Ed alla piccola Sarah.. I love you my little treasure

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Another brick in the wall

E’ dura.. Eh sì, è dura accettare un’altra delusione; non importa in quale campo; non importa da chi… Ma stavolta ci avevo creduto; più di altre volte.. Dicono che queste siano lezioni che ti fanno crescere, che devi imprimere nella memoria per non dimenticarle mai.. Io vorrei solo che non fosse mai successo… Una doccia fredda così, dal nulla non fa bene… Io che già facevo progetti (a breve ok, ma sempre progetti); io che stavo vivendo un periodo felice; finalmente… Ma evidentemente non era destino; non era il momento; non era possibile… Molti mi dicono che a sperare si finisca male… Probabilmente hanno ragione… Ora mi serve il tempo per dimenticare; per lavar via quello che è stato… Una volta c’era la mia Irlanda per tutto ciò; ma non è facile… Colin e Milly non ci sono più.. Vorrei stringere a me la piccola Sarah per strapparle un po’ d’innocenza che solo i suoi 7 anni mi possono regalare… Andiamo avanti, lasciandoci anche questa alle spalle; ennesima delusione della mia vita… La ferita non sarà certamente veloce da rimarginare e al muro che ho costruito si aggiungerà un nuovo mattone… Move on.. And go away…

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Do you remember? part2

Ed eccomi a casa… Che serata gente.. 4 amici intorno ad un tavolo, una pizza, Scrubs, le ragazze che ridono, birra, chiacchiere, dolce, Malvasia, un paio di sigarette e giù a parlare… Ed allora vengon fuori i ricordi: gli arbitraggi, il campo a strapiombo di Villanovatulo, la sezione di via Sonnino, le gare della domenica mattina alle 9 (e la sveglia alle 6.30), la corsa di nuovo in sezione per i biglietti per lo stadio, gli insulti, i cani in campo, le squadre senza pallone, gli spogliatoi arbitrali che sembravano le case dei puffi…  Il lunedì in sezione a compilare i referti, le donne arbitro, Isili, il campo di Villasimius, le pozzanghere, i pantani… E le ragazze continuano a ridere… E poi ancora coi vini, il loro corpo, il colore, i sentori, il retrogusto, la comparazione tra regioni, Chicco d’Oliva. Ed i viaggi: l’Irlanda, la Guinness, le Cliffs, le Aaran, poi la Spagna, Llorett de Mar, i gay, Saragozza, Madrid, la pigrizia, le traversate odisseiche in pullman.. I ricordi delle ragazze sono spassosissimi, continuiamo a ridere, la birra continua a scorrere… Cazzo, devo tornare a casa, son 15 km, riuscirò a guidare??? “Tieni il finestrino aperto e la radio a manetta” – mi urlano.. Ed hanno ragione!!! I Counting Crows mi fanno compagnia nel viaggio di ritorno e Mr. Jones mi aiuta a restare sveglio.. Che esperienze, che ricordi, che serate, che Amici!!!

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