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Memories

Oggi lavoro di notte… Esco un attimo dall’ufficio, il campus è spento e silenzioso… Mi siedo su un blocco di granito che da sul prato… Un leggero vento scuote le palme; mi accendo una sigaretta e mi godo la tranquillità. Le luci della città lontane, solo le stelle e i gabbiani sopra di me. La laguna riflette le luci dell’areoporto, dall’altra parte il mare… L’odore mi inebria, mi sdraio e guardo il cielo scuro… Questa notte sembra quasi magica, mi riporta ricordi lontani; di quando questi orari si facevano con gli amici o le ragazze; non per lavoro.

E mi vengono in mente le notti passate al campeggio, sotto le stelle, abbracciato a lei, senza parlare; solo farsi cullare dal rumore delle onde. Oppure le sere in paese, passate in spiaggia; a ridere, bere e chiacchierare con mio cugino sino all’alba. O ancora quella volta con lei, a far l’amore dopo la sera passata in giro per la città; tra un ristorante ed un cinema… E addormentarsi stretti, sentire il suo profumo, il suo corpo sotto le mie dita…

E tutti questi ricordi lasciano un squarcio forte in me. Perchè so che queste cose non potranno mai tornare… E allora la nostalgia mi avvolge; butto la sigaretta, guardo per l’ultima volta le stelle, mi alzo un po’ controvoglia; sfoggiando un sorriso un po’ falso per non far capire al collega quanto possa essere successo… E torno dentro per ricominciare a vivere; per andare avanti; conscio che, ogni tanto; questi ricordi, nonostante tutto; aiutano…

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keeping my way…

Torno a casa, come ogni sera. E come ogni sera è vuota, scarna, l’arredamento ridotto al minimo; d’altronde è la casa di un single.

E allora accendo le luci delle stanze, la tv a farmi compagnia anche se non l’ascolto. E continuo a rimuginare sui miei pensieri, sulle opportunità che arrivano.

Ma la paura mi sovrasta, diventa un sentimento forte. E allora mi scanso, lascio che i treni passino, senza salire, senza accomodarmi.

Perchè in realtà, forse, mi sono già accomodato, ed è quella di single la vita che ho scelto per me.

Sono sempre stato una persona testarda, orgogliosa, che non ha mai permesso intromissioni nelle scelte fondamentali della mia vita.

Ho scelto da solo di andare a Dublino, ho scelto da solo che tipo di lavoro cercare, ho scelto quali persone volere al mio fianco (amici e famiglia) tagliando i ponti con chi non era o ne sarebbe mai stato degno.

E anche ora, non accetto intromissioni o imposizioni, non accetto consigli se non richiesti (figuriamoci seguirli).

Ho sempre fatto di testa mia ed è questo che mi ha portato a 29 anni a trovare un lavoro “sicuro”, a 32 a cambiare auto e comprare una casa in centro nel giro di 6 mesi.

Quindi credo proprio che continuerò su questa strada, i risultati raggiunti e quelli a cui arriverò in futuro mi danno ragione e, sono sicuro, continueranno a darmene.

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disenchanted

A volte penso a tutte quelle persone mi ha fatto soffrire… E negli ultimi anni ce se sono state tante: in famiglia come nel lavoro, in amore come tra le amicizie… Ma più ci penso e più mi convinco che in fondo posso benissimo fare a meno di certe persone e che in fondo la legge del taglione per certi individui è ben poca cosa… A cominciare dalla parte “milanese” della mia famiglia, che ha fatto di tutto perché io tagliassi i ponti… Ed è proprio vero che le parole son pugnali, quelle dette come quelle taciute, ti bruciano dentro sino a corroderti… Un genitore non dovrebbe mai e poi mai arrivare ad usare certe frasi con i propri figli, non dovrebbero mai fratelli e sorelle schierarsi da una parte o dall’altra, difendere a spada tratta certi attegiamenti senza voler neanche stare a sentire le ragioni avverse… Nel lavoro, quanti soprusi ho dovuto patire: quando si lavorava in nero, quando ti pagavano poco e con ritardo per mansioni frustranti, quando ti passavano a fare lavori degradanti spacciando questi come promozioni… Quando i contratti erano ridicoli o persino quando tu, preso dall’euforia volevi imparare, e le tue ali venivano tarpate con scuse banali e patetiche solo per avere il controllo sulla tua vita… In quest’Italia così laida dove un lavoro è spesso visto come una manna dal cielo e i datori di lavoro vogliono spremere la gente come un limone, salvo poi buttarla via quando si può avere qualche schiavetto nuovo da sfruttare… In amicizia la cosa non è molto diversa: quante compagnie di amici svanite nel nulla, che si rifacevano vive solo quando la ragazza li aveva mollati, quando gli serviva qualcosa.. E allora la macchina con la quale uscire era sempre la mia, la casa al mare sempre la mia, mai che fossero generosi e mi abbiano pagato da bere… Gente che mandava sms per farsi richiamare, che usava scuse puerili per giustificare stronzate colossali… Ci ho messo un po’, ma ho riconosciuto tra la feccia gli amici veri e sinceri che so mi resteranno a fianco per una vita.. Cosa che non mi è purtroppo riuscita in amore… So bene di avere un carattere difficile ma in un rapporto ho sempre dato il cento per cento… Ed è quello che mi sarei aspettato dalle mie compagne… Cosa che evidentemente non è mai avvenuta… Lasciando da parte i tradimenti, ho incontrato spesso gente che non sapeva mantenere un rapporto, vivere o pensare in coppia come se si fosse un tutt’uno… Persone che alla prima difficoltà si chiudevano a riccio, non volendo affrontare i problemi in due… La coppia dovrebbe essere un sollievo; offrire la propria spalla al partner non solo come consolazione ma per dividere e sopportare insieme quello che la vita porta ad affrontare.. La coppia è sempre stata per me una sorta di condivisione: nei momenti spettacolari come in quelli catastrofici… Ci sono state persone così nella mia vita (poche a dir la verità) ma in quelle rare volte mi son sentito finalmente realizzato e completo… E allora, come ho già scritto tante e tante volte, mi costruisco muri, ogni volta sempre più alti e resistenti; cosicchè anche l’affezione risulti meno dolorosa… Una sola volta ho lasciato cadere quel muro, subito dopo la delusione con Roberta, e me ne sono pentito… E allora il muro rimarrà li, chissà ancora per quanto, perché in 34 anni ho vissuto cose che il mio cuore a stento ha retto, incrinandosi, ma andando avanti, sempre… E quello di smettere di soffrire vorrebbe essere il proposito per il nuovo anno; un anno che mi permetta finalmente di riprendere in mano i fili della mia vita e di andare avanti con meno illusioni e sentimenti non più solamente abbozzati…

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