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Prendiamo una qualsiasi persona tra i miei conoscenti e chiediamogli qual’è la mia passione più grande… 99 su 100 diranno l’Irlanda… Anche le persone che mi conoscono appena sanno di questo mio amore per l’isola di smeraldo.. E tutti mi dicono la stessa cosa “you belong there (tu sei di lì)”.. Da una vita ci torno, per un po’ è stata CASA, l’amore non finisce da un giorno all’altro e come sempre mi pento di essere tornato… Non so se ho mai riportato un vecchio post, scritto di ritorno da una breve vacanza, è datato settembre 2006; se non l’ho fatto, permettetemi di copiarlo ora:
Ed eccomi tornato.. Dieci giorni passati in quel di Dublino; girando, bevendo, divertendomi.. E lei, come sempre con me. Anche se un po’ lontana! Che bello camminare in mezzo alla folla di Grafton, sedersi in St. Stephen Green a godersi il fresco e the twelfth night nel piccolo anfiteatro. Che bello fermarsi a scrivere le cartoline all’ombra della statua di Joyce. Che bello entrare al Temple Bar e sentire il calore irlandese mentre ti chiedono “where are you from” davanti ad una perfetta Guinness. Che bello scambiare 4 chiacchiere con la band che suona e scoprire che 2 di loro sono stati a Cagliari a tifare Irlanda per i mondiali del 90, ridere, scherzarci su e brindare a Cascarino.. Che bello passeggiare per Suffolk e godersi la maestosità del Trinity. Che bello entrare all’Irish writers museum e tuffarsi nell’atmosfera tardo ottocentesca. Che bello girare per il quartiere vittoriano tra case basse e giardini. Che bello fermarsi davanti al U2 wall in contemplazione o passare sui ponti sulla Liffey e sentire il vento che sferza la faccia.. Che bello ritornare in una città che ami e che sai che sempre amerai insieme a qualcuno che adori, e condividere con questa persona sensazioni così piacevoli magari chiacchierando sino alle 6 del mattino. Che bello… Che bella Dublino!!!
Tutti quelli che l’hanno letto mi dicono che traspare il mio amore per questa città… E pensare che la vera Irlanda è fuori Dublino; che purtroppo si sta trasformando sempre più (Dub north un po’ meno) in una città turistica.. Se amo così tanto questa città, figuriamoci il Connemara, il Ring of Kerry, il Burren, le Cliffs… E’ inutile, la mia strada è quella, prima o poi tornerò, per viverci e costruire il mio futuro là, in quella che è sicuramente la mia secobda patria!
Ieri ero di matrimonio, a Novembre farò da testimone a quello del mio migliore amico.. Negli ultimi 2-3 anni avrò assistito a circa 20 matrimoni.. Tutti attorno a me si stanno sposando e mi sento dire che questa è l’età… I matrimoni hanno iniziato a deprimermi!!! La gente si sposa, fa figli ed io non trovo qualcuno con cui portare avanti qualcosa di importante.. L’altro giorno ne parlavo con un amico: abbiamo conconcordato che non è perchè io “insegua” degli standard troppo alti… Cerco solo una ragazza che possa intrigarmi dal punto di vista mentale; che riesca a mantenere una conversazione senza scadere in argomenti futili; che possa vedere come la futura madre dei miei figli… Una ragazza con la testa sulle spalle insomma.. Ma sembra proprio che la serietà nel mondo femminile sia argomento sopravvalutato di questi tempi.. Tutte le persone che ho frequentato negli ultimi mesi mi hanno profondamente deluso dopo un paio di incontri.. All’inizio sembrano interessanti, costruttive, vogliose di serietà; poi si sputtanano in 4 e 4 otto appena gli si chiede quel passo in più… Forse un piccolo rimpianto ce l’ho.. Aver lasciato lei.. Ma ormai non so neanche dove sia… Conclusioni.. Continuare a “carcare”? Mah, non sembra sia il caso… Credo che aspetterò continuando la mia normale vita di tutti i giorni.. In fondo dicono sempre che l’amore arriva quando meno te l’aspetti (oh, io l’ho sempre reputata una cazzata micidiale… vedremo…)
Sono le 5:30, sono sveglio da ormai 18 ore ed il bello è che non ho sonno… Verso le 3 mi ha chiamato un’amica che aveva appena litigato col ragazzo (cara, t’ha detto culo che hai trovato il cell acceso
) e son partito verso casa sua.. E giù a farla sfogare, a dirle che lui non era quello giusto, che alla fine è meglio così, potrà rifarsi di tutto il tempo perso.. Ed intanto col mio eee in terrazza, mi godo la tranquillità ed il silenzio della città che dorme.. C’è un leggero vento che rende l’aria fresca e con le cuffie nelle orecchie ascolto Elisa.. Sono questi i momenti che preferisco, quando i miei pensieri riescono a fluire verso le mie dita che scorrono rapide sulla tastiera.. Già, scrivere mi fa sentire libero, felice di esserci.. E penso che alla fine questa lunga chiacchierata con la mia amica mi ha fatto aprire gli occhi su una persona.. Una persona che ho conosciuto mesi fa e alla quale mi sto affezionando.. Con la sua simpatia e inntelligenza mi sta conquistando a poco a poco e avrei tanta voglia di conoscerla meglio.. Ma come sempre, quando si esce da una storia che credevi importante, c’è quel piccolo muro che ognuno di noi si costruisce intorno al cuore.. Perchè la paura di soffrire, di farsi del male, di sprecare quell’ennesima chance; ti blocca sulle tue posizioni.. Il volo di un gabbiano, quello rende liberi… Liberi di poter voler bene senza dover per forza soffrire, prendere tutto come viene, viversi una storia giorno per giorno per poi scoprire, magari dopo poco tempo, di conoscere il partner meglio di sè stessi… E capire finalmente che c’è la voglia di crescere ed invecchiare insieme…
E la signorina ha voluto anche chiarire.. Così a mezzogiono di oggi, nonostante le centinaia di cose da fare, sono anche andato all’appuntamento; con mille preconcetti e una solo intento: Gettarle addosso tutto il quello che mi ha fatto passare.. Ebbene, come dice il buon Blusfumato, devono sempre cercare di uscirne pulite e con la coscienza apposta.. CVD.. La colpa era mia, l’ho trascurata, non sono stato presente, sempre stanco e svogliato, lei un angioetto, neanche una colpa.. Ma c’è una piccola differenza tra me e te: tu studi, quindi ti puoi gestire e, diciamola tutta, non fai un cazzo da mattina a sera, sempre coccolata, servta e riverita.. Io mi faccio il culo al lavoro con turni (notturni) anche di 9 ore al giorno, mando avanti una casa, lavo, stiro, pulisco, faccio piatti, pago bollette.. E grazie al c@##o che tu sei sempre fresca come una rosa e io sempre stanco.. E comunque, non mi sembra un buon motivo per troncare.. Dì la verità, ti serviva un motivo e ti sei scervellata (anche se non so se il cervello i tuoi l’abbbiano pagato come optional) un po’ e l’hai trovato.. E allora sai che ti dico??? E vattene a fare in c#lo tu e tutte quelle che non hanno la spina dorsale di mettersi in gioco…
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E’ da tanto che manco da questo mio piccolo spazio… Circa 2 mesi.. Ed in 2 mesi è successo un po’ di tutto.. Ho comprato una casa, ho visto svanire amicizie, ho visto nascere e crescere altri sentimenti, ho avuto grandiose notizie approposito di 2 matrimoni.. Ma la cosa che meglio potrebbe riassumere questi 2 mesi è una destinazione: la mia isola di smeraldo.. E chi mi conosce sa che il 99% delle volte in cui dico Irlanda è perchè vorrei scappare, staccare tutto, cuore, stomaco e cervello e non sentire più parlare di lei.. Un’altra volta cado in una storia in cui credo lei possa essere la donna della mia vita.. Ma lei sembra non accorgersene. C’è una canzone che fa: Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi.. Ed è quello che farei per farle capire che sono pronto ad impegnarmi per l’ennesima volta, dopo Mari… Ho provato tutto per farle capire che tra noi sarebbe potuta funzionare, a parte la differenza d’età, di vedute, di cuore.. E’ stato inutile, sembra che io non riesca a trovare una donna con un minimo di serietà.. Poi sono proprio loro che inneggiano alla infantilità maschile, incredibile!! Abbiate il coraggio di costruire qualcosa, poi potremo parlarne.. Bambine viziate senza un minimo di voglia di assumersi delle responsabilità!!!
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Evidentemente mi son sbagliato anche su di te.. Ma forse hai ragione tu, i segnali son stati tanti.. Amici? No grazie, non mi serve un’amica..
Totoro compie vent’anni… Ed io devo aspettare “solo” 20 giorni
Ecco uno dei miei primi racconti brevi… Credo avessi 16 anni quando lo scrissi…
È tardi, sono stanco, fuori fa freddo e la differenza di temperatura appanna il finestrino del vagone ferroviario. Un altro giorno di lavoro è finito, cerco di guardare il paesaggio che passa davanti ai miei occhi. La campagna è lussureggiante in questa stagione, ma il buio mi fa perdere stupende sfumature di cui posso gioire nel mio viaggio mattutino. Nel mio vagone poca gente, quattro o cinque passeggeri, stanchi, svogliati. Nessun giornale da leggere e nessun cd da ascoltare. Cerco gli occhi di qualcuno, ma i miei compagni di viaggio sembrano distoglierli di proposito. Così mi giro e noto che una ragazza è seduta nel sedile accanto al mio. Sta leggendo la Metamorfosi di Kafka. Penso: “Ma che stranezza, quel libro parla di un commesso viaggiatore”. Prendo il coraggio a due mani ed accenno un apprezzamento sul romanzo. Lei si volta, mi sorride, mi chiede se conosco l’autore. Le rispondo, iniziamo a chiacchierare; lei mi dice di avermi notato più volte su quella tratta, sempre solo, sempre molto triste. È strano che io non mi sia mai accorto di lei, è una ragazza affascinante e dai modi molto femminili. La chiacchierata va avanti, passa un controllore, alcuni passeggeri scendono. È la prima volta che incontro una compagna di viaggio così simpatica e disponibile, forse anche lei pensa la stessa cosa. Non voglio però dirle nulla, per paura di veder sfumare questa dolce compagnia. Lei improvvisamente volta lo sguardo verso la stazione nella quale il treno si è fermato e scoppia in una fragorosa risata. Poi alza le spalle: ha appena perso la sua fermata. È bello vedere con che filosofia questa ragazza affronti piccole difficoltà. Le dico che la prossima è la mia fermata e le propongo un passaggio con la mia auto. Lei accetta di buon grado. “Bene” penso – “avremo modo di continuare la chiacchierata”. Il nostro viaggio in treno si conclude, ci fermiamo al bar della stazione per un caffè, poi ci avviamo verso il parcheggio. Il freddo è pungente, ma lei non sembra farci caso mentre mi indica le strade da seguire per riportarla a casa. Ci salutiamo e ci diamo appuntamento all’indomani mattina, stesso orario, stesso treno. La notte passa tranquillamente, come non succedeva da tempo, proprio grazie a quest’inaspettata conoscenza. L’indomani svogliatamente mi preparo, arrivo in stazione con un po’ d’anticipo ma ecco il mio treno. Il tragitto fino alla prossima stazione, quella di lei, è breve. Cerco di ammazzare il tempo guardando i colori della campagna, che avevo perso la sera prima. Il treno frena, fischia, si ferma: è la sua stazione! Un sorriso mi pervade il cuore. Salgono una decina di viaggiatori, ma non lei. Il mio umore cambia radicalmente ma mi tranquillizzo pensando ad un raffreddore, come si fa di solito. Arrivo in ufficio, qualche cenno di saluto con i colleghi; aspetterò l’indomani per rivederla. Nella pausa pranzo stranamente compro il giornale, non succede mai. Mi siedo in un bar, ordino un caffè e inizio a sfogliare il quotidiano. L’occhio mi cade sulla cronaca di provincia: un trafiletto con una foto. È lei, incuriosito e un po’ preoccupato leggo il titolo: Giovane suicida per solitudine. Atterrito chiudo il giornale e penso. Non sarà più la stessa cosa prendere quel treno, ma forse ho dato un po’ di felicità a quella ragazza, il mio angelo per un giorno!
Leggermente in ritardo.. Happy Valentine’s…