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Your memories

Come sempre, quando qualcosa finisce in questo modo, ci sono dei passi da compiere, quasi una sorta di rito… La nostra ultima conversazione mi ha fatto male, dodici ore prima avevi altro in mente; ed invece il veleno è entrato in circolo e, quasi senza accorgertene l’hai inoculato in me…

Passi, dicevo; un rito: tentare di dimenticarti… E allora ho cancellato le foto, preso in mano i telefoni, ci ho giocherellato un po’, poi ho cancellato i tuoi numeri… Ho gettato tutto quello che avevi lasciato da me: trucchi, creme, il tuo spazzolino, la tua felpa bianca… Sul tuo pigiama ho tentennato; l’ho stretto al petto una volta ancora, poi l’ho gettato, senza voltarmi indietro…

E’ un rito doloroso, tanto, forse troppo; ma andava fatto…. Ho risistemato il bagno, rimesso a posto la camera dove dormivamo; insieme… Non sarà facile dimenticarti, questa casa trasuda ancora troppi ricordi, questa città, anche se non l’hai mai amata, ti ha accolto e coccolato; come me…

Sono tanti i luoghi che ancora mi ricordano te; spero che il sentimento svanisca in fretta e senza troppo dolore; come dice Ani di Franco; a volte vorrei essere un pesce rosso per non avere memoria e ricordi… Sparirai dalla mente, sarà solo il tempo a dire quando…



they say goldfish have no memory
i guess their lives are much like mine
and the little plastic castle
is a surprise every time
and it’s hard to say if they’re happy
but they don’t seem much to mind

Listening to – Little plastic castle – Ani di Franco

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Memories

Oggi lavoro di notte… Esco un attimo dall’ufficio, il campus è spento e silenzioso… Mi siedo su un blocco di granito che da sul prato… Un leggero vento scuote le palme; mi accendo una sigaretta e mi godo la tranquillità. Le luci della città lontane, solo le stelle e i gabbiani sopra di me. La laguna riflette le luci dell’areoporto, dall’altra parte il mare… L’odore mi inebria, mi sdraio e guardo il cielo scuro… Questa notte sembra quasi magica, mi riporta ricordi lontani; di quando questi orari si facevano con gli amici o le ragazze; non per lavoro.

E mi vengono in mente le notti passate al campeggio, sotto le stelle, abbracciato a lei, senza parlare; solo farsi cullare dal rumore delle onde. Oppure le sere in paese, passate in spiaggia; a ridere, bere e chiacchierare con mio cugino sino all’alba. O ancora quella volta con lei, a far l’amore dopo la sera passata in giro per la città; tra un ristorante ed un cinema… E addormentarsi stretti, sentire il suo profumo, il suo corpo sotto le mie dita…

E tutti questi ricordi lasciano un squarcio forte in me. Perchè so che queste cose non potranno mai tornare… E allora la nostalgia mi avvolge; butto la sigaretta, guardo per l’ultima volta le stelle, mi alzo un po’ controvoglia; sfoggiando un sorriso un po’ falso per non far capire al collega quanto possa essere successo… E torno dentro per ricominciare a vivere; per andare avanti; conscio che, ogni tanto; questi ricordi, nonostante tutto; aiutano…

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scent of her

Ieri, passeggiando, ho sentito il suo profumo. Mi son fermato e guardato intorno; poi mi son dato del pazzo; perchè non poteva essere lei, non poteva essere lì… E’ andata via da tanto, non poteva essere lei.. E da quel piccolo istante sono esplosi ricordi, luoghi, emozioni.. E’ strano come una piccola memoria olfattiva si leghi poi a tante altre sensazioni, ti riporti in mente tante cose.. Ma voglio solo dimenticare, perchè quella è stata una pagina scura della mia vita, cancellare tutto e spingerlo giù, nel profondo; proprio li dove è stato per anni.. Andiamo avanti, imbianchiamo quel muro per poterlo colorare ancora e con colori più vivi insieme ad un’altra persona..

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Music is my life

Ieri ripensavo alla musica che mi ha accompagnato negli anni dell’adolescenza. Gli anni 90 sono stati per me gli anni della crescita: le superiori, i primi amici veri, i primi amori, le delusioni; i primi concerti… E la musica come sempre mi è stata compagna fedele; imprescindibile…

In quegli anni i miei gusti hanno viaggiato su due binari paralleli.. C’è stata la scoperta del metal; tutto il metal: dai gruppi storici come Judas Priest, Motorhead, Deep Purple Black Sabbath; ai “nuovi” gruppi come Metallica, Entombed, GNR, Poison, Skid Row eccetera. Il secondo binario è stato rivolto alla musica italiana di un certo spessore: Il CPI (consorzio produttori Indipendenti) è stato in quegli anni fonte inesauribile di scoperte musicali: dagli stessi CCCP/CSI ai Disciplinatha, dagli AFA agli Ustmamò; dai Estasia ai Santo Niente; dai Divine al Grande Omi…

Ogni volte che il Maciste arrivava a casa era una meraviglia scoprire quanta buona musica si potesse fare in Italia , e quanto veramente venisse conosciuto poi dal grande pubblico! Le mie letture musicali; a parte le varie fanzine; erano quasi unicamente incentrate sul Maciste, su Metal Hammer e sul Nannucci; storico catalogo di vendita per corrispondenza di musica.

E poi i concerti; la scoperta di quanto potesse essere bello poter in qualche modo dialogare con i propri “idoli”; la potenza della musica live; la bellezza di poter cantare all’unisono le canzoni con migliaia di persone. I CSI, i Litfiba, Vasco, i Timoria, Ani di Franco a Firenze, i Modena City Ramblers, Dylan, i Guns ‘n’ Roses a Modena.

Quel concerto è stato uno dei più belli ai quali abbia mai assistito. Avevo 17 anni, la scuola era appena finita; il biglietto era stato comprato mesi e mesi prima. Il viaggio fu quasi un’odissea. Partenza il giorno prima alla volta di Milano; casa di papà. Il giorno del concerto in treno sino a Modena, il fiume di gente che dalla stazione andava verso lo stadio; il caldo, i posti lontani, i gruppi spalla, Bryan May e finalmente l’inizio dell’idillio. I riff di Slash, il basso a mille di Duff, gli acuti di Axl. Quattro ore di concerto con Axl primadonna (durante civil war si cambiò 4 volte) e pezzi storici come Patience, One in a Million o I used to love her. Poi la paura di non riuscire a prendere l’ultimo treno; la corsa su un’Harley del mio vicino di posto; l’adrenalina ancora a mille delle canzoni urlate in treno nel viaggio di ritorno.

Cose che non dimenticherò facilmente come l’unico concerto sardo degli Estasia o quello delle Bumblebees; quattro ragazze irlandesi ubriache sfatte tra mirto e violini; Ichnusa e arpe. Altro bellissimo ricorda è la trasferta perugina con Claudio per vedere Vasco. Una notte a Firenze dalla sorella, le labbra di Francesca durante Alba Chiara, la pioggia estiva. E il concerto di Capodanno a Pescara, in piazza Salotto; con Carmen, Irene grandi e la Bandabardò; abbracciato a Daniela per non sentire i 4 gradi sotto lo zero.

E’ inutile, la musica riporterà alla mia mente sempre ricordi meravigliosi; quindi non posso che ringraziare tutti gli artisti che in questi anni mi hanno accompagnato con la loro voce. La musica è emozione; le emozioni ti rendono vivo!

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About first memories

Pescara, esterno notte… E’ il 6 Dicembre… La banchina della stazione, il nostro primo bacio.. Se mi chiedono qual’è la prima cosa che mi viene in mente pensando alla nostra relazione; è proprio questa… E poi le nostre telefonate chilometriche, le nostre passeggiate mano nella mano, il nostro capodanno teramano, il concerto in piazza salotto…


Ne parlavo proprio ieri con una mia cara amica; col tempo, i brutti ricordi vengono spazzati via; come un pugno di sabbia stretto in una mano in una giornata ventosa… E rimangono quelli stupendi; dolci, quasi magici…


Son passati più di 9 anni, ormai le nostre strade si sono divise da lungo, lunghissimo tempo… Ognuno ha la sua vita, il suo lavoro… Ma i ricordi; quelli rimangono e rimarranno sempre… Perchè la nostra è stata una storia importante; coinvolgente; potente!


Un giorno tu mi dissi che non mi avresti mai dimenticato; che il primo amore non si dimentica; Che avrei sempre avuto un posto nella tua memoria.. E così sarà per me; perchè anche se non sei stata la prima; ogni amore è come il primo per me; perchè diverso, particolare, speciale a suo modo…

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